La cicoria selvatica o cicoria comune, Cichorium intybus, è una pianta erbacea perenne appartenente alla Famiglia delle Asteraceae. Questa specie, utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali, la troviamo spontanea in tutto il centro e sud Italia, ma è diffusa in tutta Europa, Asia, America e Nord Africa. La cicoria selvatica cresce su terreni calcarei, argillosi, asciutti e nei campi incolti fino a 1500 m d’altitudine e può essere facilmente coltivata nel nostro orto. In questo articolo faremo un interessante excursus alla scoperta della storia e delle proprietà medicinali della cicoria selvatica, quali rimedi si possono preparare con essa e come coltivarla nel nostro orto.
Cichorium intybus: identificazione
Cichorium intybus è una pianta annuale, biennale o perenne molto rustica. La cicoria selvatica è caratterizzata da una radice a fittone di colore marrone e da foglie ovali, allungate con margini più o meno incisi, disposte a rosetta. Il fusto centrale è eretto, rigido, angoloso, villoso, alto dai 30 cm al 1 m, è ramificato e sostiene fiori apicali di colore azzurro che sbocciano tra luglio e settembre. I fiori singoli formano tutti insieme una specie di spiga piuttosto aperta. Latice biancastro, sapore molto amaro.

Etimologia del nome Cichorium intybus
Il nome del genere Cichorium ha origini molto antiche. Esso deriverebbe dall’egizio Kichoriom o dal greco Kio (io vado) e Chorion (campo) da cui il nome greco Kichora. Il nome della specie riprende invece un termine latino intybus per giungere a noi come indivia.
Cicoria selvatica: storia, curiosità
Di tutte le erbe spontanee, la cicoria selvatica è quella che sicuramente si è impressa più di ogni altra nella memoria della nostra civiltà. La cicoria già era infatti citata 4000 anni a. C. nel papiro Ebers, uno dei più antichi testi egizi che ci siano pervenuti. Galeno (129-216) definisce la cicoria “amica del fegato”. Essendo assolutamente innocua rientra nella composizione di uno sciroppo tradizionale, spesso prescritto per i bambini: lo sciroppo composto di cicoria. Esistono molti resoconti sulle proprietà medicinali della cicoria comune, tra cui quelli di Teofrasto (371 a. C – 287 a. C), di Dioscoride Pedanio (40-90), di Plinio il Vecchio (23-79) e del persiano Avicenna (980-1037). Essi usavano preparati di cicoria per il trattamento di disturbi digestivi o visivi. Avicenna applicava anche decotti di radice di cicoria per alleviare il dolore causato dalla gotta. Cichorium intybus è stata ampiamente utilizzata anche nel sistema di medicina Unani (o Yunani, medicina tradizionale islamica o mediorentale) [1]. Gli europei medievali usavano la cicoria per curare l’ittero e persino la malaria. Usata fin dall’antichità nelle pratiche magiche, si riteneva che la cicoria fosse in grado di rendere invisibili.
L’uso alimentare della cicoria
L’uso alimentare della cicoria risale al XVII secolo. Coltivata negli orti, Cichorium intybus ha dato origine a numerose varietà orticole commestibili che oggi noi mangiamo. Tra queste il radicchio e l’indivia, che sono meno amare dalla specie da cui derivano, ma che posseggono principi attivi meno efficaci. La cicoria selvatica ha contribuito, e non poco, al sostentamento delle passate generazioni. Essa è infatti da sempre utilizzata come insalata, nelle minestre, nei panini, persino tostata (radici) quale surrogato al posto del caffè. Il caffè di cicoria (più avanti trovi la ricetta) fu particolarmente diffuso durante il blocco continentale del 1806 imposto da Napoleone sui prodotti provenienti dalle Americhe e durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il “cicoriano”
La funzione alimentare della cicoria selvatica è stata tanto importante da richiedere persino un raccoglitore di professione, il “cicoriano“. Il cicoriano munito di un coltello lungo e sottile e di un sacco appeso alla spalla andava per i campi incolti a raccogliere cicoria selvatica. Poi, finito il suo lavoro, la vendeva agli angoli delle strade. A Roma, poi, chiunque, indipendentemente dal ceto sociale e dai rapporti con la campagna, conosce la cicoria e l’uso che nel secolo scorso si è fatto.
Cicoria selvatica: proprietà medicinali, principi attivi
Cichorium intybus è stata dimostrata essere una valida fonte di elementi biologicamente rilevanti (K, Fe, Ca), vitamine (A, B1 , B2 , C) e composti bioattivi (inulina, lattoni sesquiterpenici, derivati cumarinici, acido cicorico, acidi fenolici), che esercitano potenti effetti benefici per la salute dell’organismo umano. La cicoria selvatica possiede proprietà aperitive, coleretiche, colagoghe, depurative, diuretiche, febbrifughe, lassative, stomachiche, toniche, antimicrobiche [2, 3]. Cichorium intybus ha effetti benefici sul fegato, stimola l’appetito, combatte la stitichezza, depura l’organismo. Sola o associata con altre piante, la cicoria viene impiegata anche per le cure di primavera e per combattere gli inestetismi cutanei quali acne, eczema, pori dilatati. La cicoria inoltre allevia i reumatismi ed è un ottimo ricostituente e antianemico.
Rimedi naturali con cicoria selvatica
In virtù delle sue numerose proprietà medicinali, tante sono le applicazioni della cicoria selvatica. Tra i rimedi naturali più semplici da preparare con la cicoria selvatica abbiamo:
- Contro l’anemia, l’astenia, la stitichezza e per sostenere la salute del fegato (effetto coleretico, ovvero stimolante la secrezione di bile): mangiare cicoria in insalata.
- Per aumentare l’appetito: infuso di cicoria, preparato ponendo 20 g di foglie secche in 1 l d’acqua bollente; bere 2 tazze al giorno.
- Contro l’ittero o itterizia: decotto di cicoria, preparato facendo bollire 30 g di radice in 1 l d’acqua per 2 minuti. Lasciare in infusione 2 minuti e filtrare. Bere 2 tazze al giorno.
- Per migliorare il colorito della pelle e prevenire la perdita di tono del contorno del viso: bere per 3 settimane, 3 tazze al giorno di infuso di cicoria selvatica, preparato facendo bollire 20 g di radice in 1 l d’acqua per 10 minuti.
Come preparare il caffè di cicoria
Il caffè di cicoria è un ottimo succedaneo del caffè dalle proprietà ipoglicemizzanti, utile quindi per il controllo del diabete. Ecco due modi per preparare il caffè di cicoria a partire dalla radice essiccata e torrefatta:
- Infuso di cicoria selvatica: lasciare in infusione 40 g di radici essiccate e torrefatte in 1 l d’acqua bollente.
- Decotto di cicoria selvatica: bollire 20 g di radice essiccata in 1 l d’acqua per 5 minuti; spegnere il fuoco e lasciare in infusione per 10 minuti.
Cicoria comune: coltivazione e raccolta
La cicoria selvatica richiede un terreno profondo, arricchito da letame maturo, ma ben drenato e di un’esposizione al sole o mezz’ombra. La cicoria selvatica si riproduce per seme. La semina deve avvenire in pieno campo in aprile-maggio. La raccolta della cicoria selvatica (foglie) si esegue a maggio e a settembre, tagliando il cespo alla base con un coltello affilato. La radice può essere estirpata a ottobre e, dopo averla lavata, deve essere tagliata e lasciata essiccare in un ambiente fresco, ma ben ventilato.
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