Prugne e susine: proprietà nutrizionali e medicinali, usi, benefici

Le prugne o susine sono il frutto del Prunus domestica L., molto probabilmente un ibrido derivato dal Prunus spinosa L. e dal Prunus cerasifera Ehrh., piante della famiglia delle Rosacee, che crescono insieme nel Sud-est europeo e nell’Asia occidentale. Susina è il termine botanico e comune con cui si indica il frutto fresco appena raccolto dall’albero. Possono variare di colore dal giallo al viola e al blu scuro, a seconda della varietà. La prugna indica comunemente il frutto essiccato (le classiche prugne secche) e, in alcune regioni d’Italia, funge da nome popolare per definire il frutto fresco.

Prugne o susine: un po’ di storia

La storia delle prugne è molto antica. Il susino è coltivato, in Medio Oriente, dai tempi più lontani. La sua coltivazione si diffuse progressivamente nelle aree circostanti fino a che i Romani, intorno al 150 a.C., la estesero a tutta la zona mediterranea. Per i Romani la prugna era simbolo di grande sensualità femminile, tanto che veniva rappresentata nei luoghi sacri alla dea Venere.

Furono i Crociati, nel XIII secolo, colpiti dal sapore squisito del suo frutto, a portare il pruno in Europa centrale, in particolare in Francia e in Germania. La prugna veniva apprezzata molto anche in Estremo Oriente. Nella cultura persiana, le prugne sono state associate alla prosperità e all’abbondanza. Erano considerate un simbolo di fertilità e venivano spesso regalate come augurio di buona fortuna.

Negli antichi testi cinesi viene citata come simbolo di rinascita e perseveranza, di modestia, umiltà e moralità. In Cina i cinque petali dei fiori di pruno rappresentano i cinque elementi, i cinque continenti e la continuità della vita.

In Giappone la pianta veniva celebrata dai poeti per la sua bellezza e la sua resilienza: il pruno fiorisce anche in condizioni climatiche avverse. Oggi sono numerose le varietà di questa pianta, coltivate, anche in Italia, per il consumo sia del frutto fresco, sia di quello essiccato. Prugne e susine giungono a completa maturazione fra giugno e settembre, a seconda della varietà.

Proprietà nutrizionali di susine e prugne

La susina fresca contiene circa l’87,5% di acqua, l’11,5% di carboidrati (glucidi), l’1,5% di acidi organici, una quantità notevole di vitamina A, sali minerali e pigmenti naturali. La prugna secca contiene un tasso più elevato di glucidi: circa il 63,5%, diventando così un alimento di grande valore nutritivo, tonico e depurativo, oltre a essere un lassativo di millenaria e ottima reputazione, troppo spesso dimenticato ai giorni nostri. Fresche o disidratate, le prugne sono ricche di elementi benefici per la salute, prime
tra tutte le fibre, essenziali per la regolarità intestinale e la salute digestiva. Sono anche ottime fonti di vitamina A, vitamina K, potassio e altri minerali importanti per il nostro benessere. Senza dimenticare gli antiossidanti, in particolare gli antociani che caratterizzano le prugne blu, viola e rosse, e la quercetina delle prugne gialle e verdi. Di seguito la tabella che mette a confronto i valori nutrizionali di susine e prugne.

Proprietà e benefici di prugne e susine

La susina ha proprietà energetiche, stimolanti nervose e rigeneratrici dei nervi, diuretiche, lassative, decongestionanti epatiche, depurative, febbrifughe, toniche. Le prugne secche sono molto nutrienti, toniche nervine, lassative. Nelle antiche pratiche medicinali si consigliava ai pazienti di mangiare le prugne, fresche quando era possibile, oppure essiccate negli altri periodi dell’anno, per curare e prevenire una moltitudine di disturbi, come per esempio il mal di pancia, il mal di gola, la febbre ecc. Secondo la medicina cinese il consumo regolare di prugne è indicato per ridurre le imperfezioni cutanee e promuovere una pelle luminosa e sana. Le prugne secche sono invece consigliate ai convalescenti per sostenere l’energia vitale (QI) e nutrire il sangue.

Susine e prugne sono note per il loro effetto benefico sul sistema digestivo, favorendo in modo naturale il transito intestinale grazie alla presenza di sorbitolo e fibre alimentari. La ricerca ha evidenziato il fatto che le prugne contribuiscano ad abbassare il rischio di malattie croniche e malattie cardiache, grazie agli antiossidanti (in particolare i pigmenti antociani) di cui contengono elevate concentrazioni. Gli antociani proteggono e rinforzano i vasi sanguigni in genere, oltre a migliorare la salute del cuore riducendo l’infiammazione, abbassando la pressione sanguigna e migliorando la funzione delle arterie.

Questi frutti contengono catechine, particolari sostanze che secondo alcune ricerche sostengono il fegato, migliorando l’efficienza dei processi di eliminazione delle tossine e dei prodotti di scarto metabolico e riducendo il rischio di steatosi epatica (fegato grasso). Gli antiossidanti delle prugne, soprattutto se blu/viola/rosse, riducono il rischio di degenerazione maculare legata all’età e migliorano la vista notturna. Le proprietà antiossidanti contribuiscono al benessere delle articolazioni.

La presenza di acido clorogenico nelle susine consente di migliorare la salute metabolica. Vitamina C, zinco e selenio rinforzano il sistema immunitario. Susine e prugne possiedono proprietà anticellulite in virtù delle sostanze dall’azione diuretica (potassio, flavonoidi e vitamina C), che migliorano il microcircolo, favorendo l’eliminazione di ristagni e liquidi.

Susine e prugne, oltre a costituire uno spuntino ideale, al contempo goloso e leggero, si prestano anche alla preparazione di diversi tipi di ricette della cucina tradizionale. Vengono infatti usate come ingrediente principale di marmellate, torte, distillati e salse.

Rimedi naturali con prugne e susine

Ecco alcuni rimedi naturali da preparare con susine e prugne:

  • Affaticamento: succo di prugna, da prendere come aperitivo prima dei due pasti principali.
  • Febbre: decotto di susino, bollire 25 g di foglie essiccate in 1 l d’acqua per 5 minuti. Lasciare in infusione 10 minuti; 2 tazze.
  • Benessere del fegato e degli occhi: mangiare susine e prugne secche.
  • Cellulite: aggiungere alla dieta sia prugne secche che susine fresche.
  • Acne e imperfezioni cutanee: per avere una bella pelle consumare susine fresche.
  • Maschera nutriente viso: mettere in ammollo 4 prugne secche in acqua calda per circa 15-20 minuti, fino a quando diventano morbide. Scolare e rimuovere i noccioli. Quindi frullare la polpa con 2 cucchiai di yogurt, uno di miele e uno di olio di mandorle. Applicare la maschera sulla pelle pulita del viso, evitando l’area degli occhi. Lasciare agire per 15 minuti, quindi risciacquare con acqua tiepida e tamponare con un telo di spugna.
  • Stitichezza: mangiare susine fresche o sotto forma di conserva. Il celebre medico francese Jean Valet (1920-1995) consigliava, quale rimedio naturale contro la stipsi, di mangiare al mattino, a digiuno, prugne secche con pane di segale. Contro la stipsi ostinata il suggerimento era di mettere alcune prugne secche a bagno in una ciotola la sera. L’indomani mattina, a digiuno, mangiare le prugne e berne l’acqua.

Effetti collaterali, controindicazioni

Le susine e le prugne sono ricche di proprietà benefiche, ma il loro consumo, specie se in eccesso, può presentare alcuni effetti collaterali e controindicazioni, legati soprattutto alla presenza di fibre, zuccheri specifici (come il sorbitolo) e composti come i salicilati.

Tra gli effetti collaterali possiamo avere:

  • Disturbi gastrointestinali: essendo ricche di fibre e di sorbitolo, dall’effetto lassativo, un consumo eccessivo di susine e prugne può causare gonfiore addominale, gas, crampi intestinali e diarrea.
  • Picchi glicemici (specie nelle prugne secche): le prugne secche hanno una concentrazione di zuccheri e calorie notevolmente superiore rispetto a quelle fresche. Un consumo sconsiderato può causare sbalzi nei livelli di zuccheri nel sangue, aspetto importante da monitorare per chi soffre di diabete.
  • Aumento di peso: a causa della densità calorica, soprattutto nella versione essiccata, l’abuso di prugne può ostacolare i programmi di controllo del peso.

Controindicazioni principali:

  • Tendenza ai calcoli renali: le prugne contengono una quantità moderata di ossalati. Sebbene non siano tra i frutti più ricchi in assoluto, chi soffre di calcolosi renale da ossalato di calcio dovrebbe consumarle con moderazione e sotto consiglio medico.
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o colite acuta: l’alto contenuto di FODMAP (in particolare sorbitolo) e fibre insolubili può aggravare notevolmente i sintomi di gonfiore e dolore.
  • Allergia o intolleranza ai salicilati: data la presenza di salicilati naturali, chi ha una sensibilità nota a questi composti (o all’aspirina) potrebbe manifestare reazioni allergiche o dermatologiche in seguito all’ingestione di prugne.

Attenzione! La mandorla all’interno del nocciolo di prugna non va consumata in quanto contiene amigdalina, un glicoside cianogenetico. Questa quando il seme viene masticato o danneggiato, entra in contatto con specifici enzimi (le beta-glucosidasi) che trasforma la sostanza in acido cianidrico (cianuro), dall’effetto tossico.

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Anna Elisa Catanese

Dottoressa in Scienze e Tecniche Erboristiche, Anna Elisa è l'autrice principale di Natural Magazine. Scrive di salute, benessere e rimedi naturali con un approccio basato sulle evidenze scientifiche.

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