Flavanoli del cacao per un cervello più efficiente

Il cacao non è solo irresistibilmente goloso, ma è un autentico toccasana per il benessere di mente e corpo. Studi precedenti avevano già dimostrato che mangiare cibi ricchi di flavanoli, come il cacao, potesse aiutare a migliorare la circolazione sanguigna. Una nuova ricerca condotta dall’Università di Birmingham in collaborazione con l’Università dell’Illinois, ha scoperto che i flavanoli del cacao sono in grado di stimolare anche la funzione vascolare cerebrale. Ciò sembra tradursi in un maggior afflusso di ossigeno al cervello e dunque in un miglioramento delle capacità cognitive. Il cacao può dunque renderci più intelligenti?

Flavanoli del cacao: proprietà e benefici scientificamente provati

I flavanoli sono dei composti chimici naturali appartenenti alla classe dei flavonoidi che si trovano nel cacao, ma anche nei frutti di bosco, nell’uva, nelle mele e nel tè. Numerose prove epidemiologiche suggeriscono che i flavonoidi proteggono dalle malattie cardiovascolari e riducono il tasso di mortalità ad esse correlato [1, 2, 3, 4]. I flavanoli del cacao riescono a migliorare la funzione endoteliale nell’essere umano abbastanza rapidamente (entro 1–2 h) potenziando le proprietà vasodilatatorie delle arterie periferiche [5, 6].

Inoltre i flavanoli sono in grado di migliorare in sole 2-8 settimane pressione sanguigna e funzione endoteliale [7, 8], con effetti paragonabili a quelli ottenuti con farmaci come le statine [9, 10]. Si ritiene che i flavanoli del cacao migliorino la funzione endoteliale aumentando la biodisponibilità dell’ossido nitrico (NO), importante molecola protettiva del sistema cardiovascolare [11].

I benefici dei flavonoli sul sistema cardiovascolare, sia a breve che a lungo potrebbero dipendere anche da metaboliti di origine intestinale [12, 13]. Infine è stato ipotizzato che i flavanoli potrebbero proteggere dal declino cognitivo legato all’invecchiamento [14, 15, 16], dai disturbi neuropsichiatrici e dalle conseguenze dello stress [17, 18].

Lo studio

Con l’obbiettivo di capire se i flavanoli agiscono anche sul sistema vascolare cerebrale e con quali effetti, gli scienziati, con a capo la Dott.ssa Catarina Rendeiro, hanno reclutato 18 adulti maschi sani di età compresa tra i 18 e i 45 anni. Nessuno dei volontari seguiva una dieta dimagrante o cure farmacologiche a lungo termine ed erano tutti non fumatori, senza alcuna malattia cerebrale, cardiaca, vascolare o respiratoria nota, senza allergie o intolleranze agli ingredienti presenti nelle polveri di cacao somministrate, senza disturbi della coagulazione del sangue e senza alcun infezione nota al momento dell’esperimento.

Ai volontari è stato chiesto di astenersi nelle 24 ore precedenti lo studio da: consumo di alimenti ricchi di polifenoli tra cui frutta, verdura, cacao, cioccolato, caffè, tè, succhi di frutta e vino; nitrati, presenti in alimenti come barbabietola rossa, spinaci, lattuga, rucola, sedano, prezzemolo e cavolo (definiti come contenenti> 50 mg di nitrati / 100 g di peso fresco); qualsiasi tipo di esercizio fisico intenso; qualsiasi bevanda alcolica. Ai volontari è stato inoltre chiesto di digiunare le 12 ore precedenti ciascuna visita.

Dopo averne accertato l’idoneità, i volontari sono stati sottoposti a due visite, separate da un minimo di due settimane, in cui hanno consumato casualmente una bevanda al cacao ad alto contenuto di flavanolo o una bevanda a base di cacao a basso contenuto di flavanolo. Né i partecipanti né i ricercatori erano a conoscenza di quale tipo di cacao fosse capitato in sorte ai volontari. Questo tipo di esperimento, detto in doppio cieco, ha lo scopo di impedire alle aspettative dei ricercatori o dei volontari di influenzare i risultati della ricerca.

Circa due ore dopo aver assunto il cacao, i volontari hanno respirato aria contenente il 5% di anidride carbonica (circa 100 volte la concentrazione di anidride carbonica presente normalmente nell’aria), un metodo standard per sfidare la vascolarizzazione cerebrale e determinarne l’efficienza di risposta. Come spiega uno degli autori dello studio, il Dott. Gabriele Gratton, all’eccesso di anidride carbonica: “Il corpo reagisce tipicamente aumentando l’afflusso di sangue al cervello. Questo comporta un maggior apporto di ossigeno che consente al cervello di eliminare più anidride carbonica”.

Con la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso, una tecnica che utilizza la luce per catturare i cambiamenti nel flusso sanguigno cerebrale, i ricercatori hanno misurato l’ossigenazione nella corteccia frontale, una regione del cervello che svolge un ruolo chiave nella pianificazione, nella regolazione del comportamento e nel processo decisionale. “Questo consente di misurare quanto bene il cervello si difende dall’eccesso di anidride carbonica, spiega la Dott.ssa Monica Fabiani, co-autrice dello studio.

I volontari in seguito sono stati sottoposti a dei test cognitivi complessi che hanno richiesto di gestire richieste a volte contraddittorie o concorrenti.

Il cacao rende più intelligenti?

I ricercatori hanno così scoperto che la maggior parte di coloro che avevano assunto i flavanoli di cacao avevano ottenuto una più forte e rapida risposta di ossigenazione cerebrale, rispetto alla condizione di partenza (basale) o in seguito al consumo di cacao privo di flavanoli. I livelli di ossigenazione cerebrale di coloro che avevano mangiato il cacao ricco di flavanoli erano persino di tre volte superiori rispetto agli altri.

Dopo aver ingerito i flavanoli del cacao, i partecipanti si sono comportati meglio anche nei test cognitivi più impegnativi, risolvendo correttamente i problemi l’11% più velocemente rispetto alla condizione base o dopo aver consumato cacao a basso tenore di flavanoli. Tuttavia, non vi era alcuna differenza rilevante nella risoluzione di test più semplici.

“Questo suggerisce che i flavanoli potrebbero essere utili solo durante i compiti cognitivi più impegnativi, spiega Rendeiro, che conclude: “Nel complesso, i risultati suggeriscono che i miglioramenti nell’attività vascolare dopo l’esposizione ai flavanoli sono collegati al miglioramento della funzione cognitiva“.

Il cacao forse non ci renderà più intelligenti, ma regala quel pizzico di lucidità mentale in più nei momenti di maggiore impegno, rappresentando lo snack ideale per chi studia o lavora. Tutti gli altri dettagli dello studio sono consultabili sulla rivista scientifica Scientific Reports.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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