Artrosi e dieta: cosa mangiare per ridurre dolore ed infiammazione delle articolazioni

È grazie alle articolazioni che possiamo muoverci, correre, camminare, allungare un braccio e afferrare un bicchiere. Ma queste strutture flessibili possono andare incontro ad un frequente e in parte inevitabile, poiché spesso legato all’invecchiamento, processo degenerativo chiamato artrosi. Il dolore che deriva dall’artrosi può aggravarsi nel tempo, fino a limitare i movimenti anche più semplici. Grazie alle dieta possiamo ottenere vitamine, sali e nutrienti utili a rinforzare la “struttura” cartilaginea, ma anche per ridurre e contrastare i fenomeni infiammatori, nonché per evitare l’accumulo di peso che favorisce l’aggravarsi della malattia.

Artrosi: cos’è, cause

Il termine artrosi viene dal greco dall’unione di “artro” ovvero articolazione cui si aggiunge il suffisso “osi” che rimanda a un processo degenerativo. L’artrosi rientra tra le cosiddette malattie reumatiche (malattie osteo-articolari e dei tessuti connettivi), un insieme di patologie che interessano tutte le componenti dell’apparato locomotore. Ma non tutte le forme di artrosi sono da considerarsi la manifestazione di una malattia, poiché spesso essa è soltanto parte del naturale processo d’invecchiamento (artrosi “fisiologica”), conseguenza di movimenti, sempre gli stessi, ripetuti nel tempo.

Lartrosi può colpire ogni articolazione, ma sono quelle sottoposte a maggior carico o più mobili che sono esposte a un rischio superiore. Le forme più comuni e frequenti di artrosi sono al rachide, in particolare ai danni delle vertebre cervicali e lombari, al ginocchio, all’anca e alla mano.

È possibile che il manifestarsi dei primi di i segni di artrosi comincino ad apparire già in giovane età, come è anche possibile che una persona anziana non ne soffra affatto. Prendersi cura di sé fin da giovani attraverso alimentazione e stile di vita sano può fare la differenza per quella che è una condizione che tuttavia può avere altre cause oltre l’invecchiamento.

Distorsioni gravi o fratture possono determinare un danneggiamento dell’articolazione che ne pregiudica l’allineamento e la corretta funzionalità. Si vengono così a creare zone di attrito maggiore che portano a un più rapido logoramento della cartilagine. Anche piccoli traumi, ma ripetuti nel tempo, come possono essere quelli legati alla pratica di alcuni sport (tennis, volley) o ad alcuni lavori, possono essere considerati causa di artrosi.

Artrosi: differenze con l’artrite

L’artrosi è spesso confusa con un’altra malattia reumatica, l’artrite, ma le differenze tra le due condizioni sono numerose. Se la prima è essenzialmente una patologia di tipo degenerativo che colpisce le cartilagini, la seconda è invece una malattia che ha nell’infiammazione la sua caratteristica più tipica. L’artrosi è una patologia in cui il tempo può essere un fattore all’origine del male, l’artrite può colpire chiunque, a qualunque età.

Nell’artrosi l’infiammazione è presente, ma è una conseguenza del processo di degenerazione articolare, nell’artrite è la base del disturbo, che di volta in volta può riconoscere origini diverse (metaboliche, immunitarie, infettive ecc.). Una delle forme più note e diffuse di artrite è l’artrite reumatoide, che è di origine autoimmune, ossia caratterizzata dalla presenza di determinati anticorpi diretti contro i tessuti articolari. Altre forme sono per esempio l’artrite gottosa, l’artrite psoriasica, l’artrite reattiva ecc.

Artrosi: sintomi e fasi della malattia

L’artrosi si fa sentire davvero solo quando ha fatto danni, quando cioè la cartilagine si è già consumata. Nelle fasi iniziali della malattia il dolore è di lieve entità ed è di tipo “meccanico” (poiché è conseguente allo sfregamento delle parti dell’articolazione) e basta riposarsi per trovare sollievo. Un altro dei sintomi iniziali che può far pensare all’artrosi è un “crepitìo”, uno scricchiolio che si avverte anche solo toccando l’articolazione.

Con il progredire della malattia, il dolore compare anche per sforzi meno intensi ed il riposo non darà più sollievo, anzi il male potrà comparire persino durante la notte. Altro sintomo tipico dell’artrosi è la sensazione di sentirsi “legati” e poco fluidi nei movimenti. La rigidità emerge soprattutto al mattino appena svegli o dopo periodi protratti di immobilità.

A mano a mano l’infiammazione articolare è più diffusa e vi è la formazione di osteofiti, formazioni simili a speroni, prodotti dall’accumulo di calcio e di “polvere ossea” conseguente allo sfregamento. Sono una risposta al danno articolare ed è possibile che l’articolazione perda il proprio allineamento.

La comparsa di deformità indica il raggiungimento dello stadio finale della malattia. La cosa risulta molto evidente a livello delle mani. In questo caso la cartilagine è ormai usurata e assente e le ossa sfregano tra loro. L’articolazione ha perso la propria struttura e può risultare instabile e molto dolorante.

Dieta e artrosi: cosa mangiare per il benessere delle articolazioni

La dieta può contribuire al mantenimento del benessere delle articolazioni, così come del nostro corpo in generale. Uno dei primi passi da fare sarà l’eliminazione o la riduzione di tutti quegli alimenti che favoriscono l’infiammazione e che possono essere causa del sovrappeso, altro nemico delle nostre articolazioni. In secondo luogo nella dieta contro l’artrosi dovremo dare spazio ad alimenti sani come pesce, frutta, verdura, cereali integrali, legumi.

Artrosi e dieta, alimenti da evitare o limitare:

  • zucchero bianco;
  • cereali raffinati;
  • latticini;
  • carni rosse, carni rosse trasformate;
  • dolci, fritti;
  • cibi da fast food;
  • cibi trasformati, industriali;
  • bevande gassate.
  • solanacee: patate, pomodori, melanzane, peperoncini, peperoni contengono solanina, un componente che attiva i fenomeni infiammatori alle articolazioni. Nelle patate la solanina è presente soprattutto nelle foglie e nel fusto e si forma nella radice commestibile solo quando inizia a germogliare o viene esposta alla luce. Nei pomodori e nelle melanzane il processo è inverso: più l’ortaggio è maturo, minore è la concentrazione di solanina. La cottura aiuta a neutralizzare la solanina dunque in generale il consumo di questi ortaggi non rappresenta un problema per la salute. Ma chi soffre di artrosi può trovare sollievo alla sintomatologia dolorosa eliminandoli dalla dieta.

Artrosi e dieta, alimenti da prediligere:

  • Cereali integrali: tra i più indicati per combattere l’artrosi abbiamo il miglio bruno, il cereale più ricco di sali minerali come fluoro, zolfo, fosforo, ferro, magnesio, potassio e zinco fonte di vitamina B e soprattutto di acido silicico (59 mg ogni 100 g) che ha la proprietà di rinforzare cartilagine e tessuti connettivi; il grano saraceno, pseudocereale ad alto contenuto di potassio, magnesio e flavonoidi (rutina);
  • Ortaggi: mangiamo le crucifere (cavoli, cavolfiori, broccoli, etc.) per fare il pieno di antiossidanti. Una ricerca condotta dall’Università dell’East Anglia (Inghilterra) e pubblicata su Arthritis & Rheumatis sostiene che mangiare regolarmente cavoli, cavoletti e broccoli abbia effetti antinfiammatori e condroprotettivi, cioè capaci di contrastare i processi artrosici degenerativi, bloccando l’enzima che determina il danneggiamento delle cartilagini. Il merito è tutto del sulforafano, un composto che deriva dalla digestione della glucorafanina contenuta in questi preziosi; aglio: è un vero toccasana che contribuisce anche a contrastare i danni artrosici. Uno studio inglese del King’s College di Londra e dell’Università dell’East Anglia (Inghilterra) sostiene che una dieta ricca di aglio, ma anche di cipolle e porri, sarebbe in grado di contrastare la degenerazione della cartilagine dell’anca. Il merito va al solfuro di allile, un composto che riesce a tenere sotto controllo gli enzimi che “consumano” le articolazioni;
  • Omega 3: questi acidi grassi polinsaturi sono presenti in pesci grassi (salmone, merluzzo, sardine, sgombro, aringhe, acciughe, pesce spada, halibut, dentice e tonno), molluschi, soia, semi di lino, semi di chia, semi di canapa, noci, etc. Gli Omega 3 riducono la produzione di citochine infiammatorie e l’attività degli enzimi che distruggono la cartilagine. La conservazione dei pesci sott’olio oppure una cottura prolungata riducono il contenuto di acidi grassi buoni;
  • Soia: ricca di proteine vegetali e fitoestrogeni, la soia (e i suoi derivati, come il tofu) è un alimento utile soprattutto alle donne durante la menopausa. Gli estrogeni infatti durante l’età fertile contribuiscono anche al buon funzionamento delle articolazioni e quando vengono improvvisamente a mancare è più facile che queste si infiammino spianando la strada all’artrosi;
  • Semi oleosi: come già visto i semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, semi di lino, semi di chia, semi di zucca, etc.) sono una preziosa fonte di Omega 3, ma essi sono utili anche per contrastare i picchi glicemici e la fame nervosa, responsabili di sovrappeso e infiammazione. Nei semi oleosi sono presenti minerali, come il selenio, potassio e magnesio, utili in caso di tensioni muscolari che possono intervenire a seguito del dolore articolare, o rame, anti-età.
  • Frutti di bosco: tra gli alimenti funzionali al benessere delle articolazioni vi sono senz’altro i frutti di bosco (more, lamponi, ribes, mirtilli, etc.), ma anche la melagrana, capace di rallentare la degenerazione della cartilagine.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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