Sigaretta elettronica: danni ai polmoni causati da polmonite chimica

La sigaretta elettronica o e-cig, nata come rimedio per smettere di fumare, è un dispositivo ormai molto diffuso, specie tra le nuove generazioni che amano “svapare” evitando nel contempo i danni ai polmoni della sigaretta classica. Ma qualcosa in queste ore sta mettendo in allarme i fan dello svapo. I casi di lesioni ai polmoni tra gli utilizzatori dell’e-cig si stanno moltiplicando, specie negli Usa, dove sono stati registrati persino 18 morti per una forma di polmonite acuta molto grave. I maggiori indiziati di ciò non sarebbero tanto le e-cig in sé ed il loro uso normale, quanto i liquidi “fai da te” o di dubbia provenienza, addizionati con olio di THC o altri composti chimici e illegali. La ricerca scientifica riguardo alle conseguenze sulla salute derivanti dall’uso della sigaretta elettronica è appena agli esordi, ma un nuovo studio della Mayo Clinic pubblicato sul New England Journal of Medicine prova a spiegare quali possano essere le cause delle lesioni polmonari dovute allo svapo e si parla di “polmonite chimica“.

Sigaretta elettronica: sotto accusa i liquidi fai-da-te

I ricercatori hanno esaminato le biopsie polmonari di 17 pazienti, tutti utilizzatori dell’e-cig, sospettati di aver sviluppato lesioni polmonari associate allo svapo. Di questi, 13 hanno ammesso di aver svapato dei liquidi contraffatti contenti THC e di aver dunque fatto un uso improprio della sigaretta elettronica. Dalle biopsie non sono emerse prove di lesioni tissutali causate dall’accumulo di lipidi – sostanze grasse come oli minerali – sospettati in un primo momento di essere una possibile causa dei danni ai polmoni tra gli svapatori. I liquidi per sigaretta elettronica venduti normalmente nei negozi contengono glicole propilenico, glicerina, acqua, nicotina e aromi. Lo studio sembra escludere che le lesioni polmonari possano dipendere da tali sostanze. Nel documento si legge: “Molta recente attenzione è stata data alla possibilità che la lesione polmonare associata allo svapo possa rappresentare una polmonite lipoide esogena. Tuttavia, nessuno dei nostri casi ha mostrato prove istologiche di polmonite lipoide esogena e nessuna evidenza radiologica è stata trovata; questo mette in discussione l’utilità diagnostica di identificare macrofagi carichi di lipidi o eseguire la colorazione O rossa dell’olio sul liquido di lavaggio bronchioloalveolare come marker di danno polmonare associato allo svapo, come è stato proposto“. Ma allora da cosa dipendono i casi di lesione ai polmoni?

Polmonite chimica simile ad un avvelenamento

Più verosimilmente il vero problema dello svapo sta nel tipo di liquido svapato: “Anche se non possiamo scartare il potenziale ruolo dei lipidi, non abbiamo visto nulla che suggerisca che questo sia un problema causato dall’accumulo di lipidi nei polmoni. Invece, sembra essere una sorta di danno chimico diretto, simile a quello che si potrebbe vedere con esposizioni a fumi chimici tossici, gas velenosi e agenti tossici, afferma Brandon Larsen, uno degli autori dello studio. Si tratterebbe dunque di una polmonite chimica acuta, simile ad un avvelenamento, che ha fatto registrare presso il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America, più di 1000 casi di lesioni polmonari associate all’uso di sigarette elettroniche negli ultimi mesi. I risultati delle indagini suggeriscono che i prodotti contenenti THC – il principale composto psicoattivo nella marijuana – o altri oli di cannabis, come il CBD, possano svolgere un ruolo nell’epidemia.

Svapo e rischi per la salute

“Non siamo rimasti sorpresi da ciò che abbiamo scoperto, per quanto riguarda la tossicità”, continua il dott. Larsen: “Abbiamo visto una manciata di casi, singoli casi sparsi, negli ultimi due anni in cui abbiamo osservato la stessa cosa, e ora stiamo assistendo a un improvviso picco di casi. Il nostro studio offre la prima revisione dettagliata delle anomalie che possono essere viste nelle biopsie polmonari per aiutare i clinici e i patologi a fare una diagnosi in un contesto clinico appropriato.” La polmonite chimica associata allo svapo può essere difficile da diagnosticare, occorre pertanto fornire i giusti strumenti di diagnosi a medici e patologi, sottolinea il dott. Larsen.“In base a ciò che abbiamo visto nel nostro studio, sospettiamo che la maggior parte dei casi riguardi contaminanti chimici, sottoprodotti tossici o altri agenti nocivi all’interno dei liquidi di svapo“. Non è affatto chiaro tuttavia quale sia la sostanza chimica responsabile della polmonite chimica tra gli utilizzatori della sigaretta elettronica. Occorreranno pertanto ulteriori ed approfonditi studi a riguardo. Tuttavia un monito giunge dal dott. Larsen : “Tutti dovrebbero riconoscere che lo svapo non è privo di rischi potenziali, compresi i rischi potenzialmente letali, e penso che la nostra ricerca lo sostenga”, afferma.“Sembrerebbe prudente basarsi sulle nostre osservazioni per esplorare modi per regolare meglio l’industria e educare meglio il pubblico, in particolare la nostra gioventù, sui rischi associati allo svapo”.

Divieti negli Usa, ma niente allarmismi

Tra le principali misure adottate negli Usa, in seguito a quella che sembra essere una vera e propria epidemia di polmonite chimica, c’è il divieto nel Michigan della vendita delle sigarette elettroniche, mentre nello Stato di New York vige il divieto di vendita dei liquidi aromatizzati, fatta eccezione per quelli al tabacco e al mentolo. Il governo Trump tuttavia intende prendere dei provvedimenti ancora più severi ed estesi. Intanto in Turchia è di pochi giorni fa la notizia del divieto assoluto dell’acquisto di e-cig. In Europa la situazione sembra essere decisamente più sotto controllo, in quanto è molto meno diffuso lo svapo con liquidi fai-da-te. In Italia l’Anafe, l’associazione nazionale dei produttori di fumo elettronico, dal canto suo invita a non farsi prendere dal panico: “Prima di essere immessi sul mercato, sia l’hardware, ovvero la sigaretta elettronica vera e propria, sia i liquidi, sono sottoposti ai più attenti test di sicurezza e conformità così da ottenere il marchio CE e l’autorizzazione alla vendita. È necessario affidarsi a canali e rivenditori autorizzati, evitando in ogni modo il fai da te e l’acquisto di prodotti non notificati”.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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