Stapelia: coltivazione, cure, moltiplicazione, specie più belle

Il genere Stapelia, appartenente alla famiglia delle Asclepiadaceae, comprende circa 75 specie di piante grasse originarie dell’Africa e diffuse delle regioni desertiche. Ciò che rende particolarmente interessanti tutte le Stapelia sono i fiori, belli come stelle di mare, vivaci e vellutati, ma puzzolenti come la carne in putrefazione. Conosciamo meglio la Stapelia: coltivazione, cure, moltiplicazione, annaffiature, esposizione e tutto quanto c’è da sapere su questa pianta grassa dalla bellezza inusuale, da coltivare in vaso sia in terrazzo che in balcone.

Stapelia: descrizione

Tutte le Stapelia presentano fusti carnosi quadrangolari e dentati, eretti o leggermente prostrati alla base, alti circa 30-40 cm o anche meno, a seconda della specie, con un diametro di circa 5-6 cm (o meno). Dai fusti si dipartono numerose ramificazioni che formano cespi densi e larghi, di grande effetto decorativo. Di colore verde brillante e spesso ricoperte da una sottile peluria, la Stapelia fiorisce tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. I boccioli solitari spuntano alla base dei rami più giovani. La corolla è formata da 5 petali, appuntiti e ricurvi, a forma di stella marina. Il centro del fiore invece, assume una forma di ruota con 5 “raggi”. Il colore dei fiori di Stapelia può essere di rosso vino o di altre tonalità giallo-brunastre, ricoperto di peluria e sui margini e con un diametro che può raggiungere persino 25 cm.

Grosso, morbido e dall’odore fortemente sgradevole, ma molto bello, il fiore di Stapelia ricorda un pezzo di carne in decomposizione che attrae mosche e mosconi, suoi insetti impollinatori. La mosca carnaria, in particolare, attratta dal caratteristico odore di cadavere del fiore della Stapelia, vi depone le uova. Dal fiore, dopo mesi di maturazione, nasce un frutto a forma di corno, contenente numerosi semi, dotati di un’ala piumosa, utile affinché siano dispersi con il vento.

Stapelia: coltivazione e cure

Le Stapelia sono un must per ogni appassionato di piante grasse e pur essendo piuttosto delicate, farle crescere e mantenerle in buona salute non è difficile. Vediamo quali sono le cure principali di cui necessita la Stapelia:

  1. Esposizione: la Stapelia ama la luce, ma non il sole diretto, che potrebbe provocare antiestetiche scottature;
  2. Temperatura: anche se resiste fino a 5° C, è consigliabile coltivare la Stapelia ad una temperatura non inferiore a 12° C per evitare che marcisca. Dove l’inverno è particolarmente gelido provvediamo a spostare la pianta in un luogo fresco, molto luminoso, ma ben riparato;
  3. Annaffiature: regolari in estate, scarse in inverno, bagnare quanto basta per mantenere leggermente umido il terreno;
  4. Terreno: terriccio specifico per piante grasse o un miscuglio formato da due terzi di terriccio universale e un terzo di ghiaietta o sabbia fine;
  5. Rinvaso: preferiamo piccoli vasi (10-15 cm) in terracotta per la Stapelia, in quanto assicurano una maggiore traspirazione ed essendo più pesanti evitano che la pianta possa rovesciarsi; il rinvaso va effettuato ogni anno ad aprile, scegliendo un nuovo vaso poco più grande del precedente;
  6. Fertilizzazione: somministriamo solo occasionalmente alla Stapelia, del concime liquido specifico per piante grasse; non esageriamo con il fertilizzante in quanto il rischio è che i fusti finiscano con l’indebolirsi e coricarsi.

Stapelia: moltiplicazione

La Stapelia può essere riprodotta per seme in marzo-aprile. Poniamo i semi di Stapelia in recipienti contenenti terriccio per piante grasse o un miscuglio di torba e sabbia. Manteniamo la temperatura costante tra i 18 e i 20° C, collocando possibilmente il vaso in una serra da terrazzo o da giardino. Solo quando le piantine saranno cresciute al punto da poter essere maneggiate, si potranno dividere e rinvasare.

La moltiplicazione della Stapelia può avvenire anche per talea, da giugno ad agosto: si stacca qualche fusto, lo si lascia asciugare per alcuni giorni e poi lo si pianta in un terriccio misto a sabbia.

Stapelia: malattie e parassiti

Come molte altre piante grasse, anche la Stapelia teme l’eccesso di acqua. Un chiaro sintomo che è stata annaffiata troppo è l’annerimento progressivo di fusti e rami, provocato, talora, anche da temperature troppo basse. In questo caso è meglio togliere la pianta dal vaso, salvare solo i fusti sani, ripulire le radici da eventuali marciumi e ripiantarla sistemandola in un locale dove la temperatura non scenda mai sotto i 10° C.

Un comune parassita che può intaccare la Stapelia è la cocciniglia. Quest’insetto può fare avvizzire rapidamente la pianta e non sempre è facile individuarlo. L’attacco può interessare le radici che si presentano ricoperte di una sostanza bianca e filamentosa. In questo caso, togliamo la pianta dal vaso, laviamo bene le radici in una soluzione di acqua e insetticida specifico anti-cocciniglia. Facciamola asciugare e interriamo la pianta in un vaso e terriccio nuovi.

Stapelia: le specie più belle

Esistono centinaia di specie, varietà e ibridi di Stapelia. Le specie più belle e diffuse in commercio di Stapelia, ma si tratta solo di una piccola parte di queste magnifiche piante grasse, sono:

  • Stapelia gigantea: come si evince dal nome la Stapelia gigantea è quella che presenta il fiore più grande nel suo genere, oltre 25 cm di diametro, con fusti alti appena 20 cm. Il colore dei fiori può essere porpora o giallo ocra, screziato di rosso;
  • Stapelia variegata: la Stapelia variegata è alta circa 5-10 cm, con fusti spogli grigio-verdi e fiori lisci giallo chiari, punteggiati di di scuro, del diametro di 5-8 cm;
  • Stapelia hirsuta: la Stapelia hirsuta, presenta magnifici fiori “irsuti” ovvero pelosi, che raggiungono il diametro di circa 12 cm.
  • Stapelia divaricata: la Stapelia divaricata è una piccola succulenta, alta circa 12 cm con fiori carnosi dall’aspetto di piccole stelle di cera, con diametro di circa 4 cm;
  • Stapelia guttata: la Stapelia guttata è una piantina grassa di piccole dimensioni, con fusti eretti che raggiungono un’altezza inferiore ai 7 cm, ma con fiori dal colore vibrante, caratterizzati da un anello carnoso evidente e convesso, color rosso carminio.

Correlati:




Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *