Garofano: le specie più belle, linguaggio dei fiori, curiosità, coltivazione e cura

Il genere Dianthus comprende numerose specie e varietà di garofano, la cui zona di diffusione va dall’Eurasia al Giappone, dall’Africa orientale a quella meridionale. Ma la maggior parte delle specie di garofano è originaria dell’area mediterranea. Il nome Dianthus fu dato dal botanico greco Theophrastus e deriva dalle parole greche “dios” e “anthos”, ovvero “fiore degli dei“, il preferito da Giove. Ma la storia di questo meraviglioso e profumatissimo fiore è ricca di curiosità e aneddoti che illustreremo a breve. Nell’articolo verranno inoltre presentate le specie più belle e decorative, il significato del garofano nel linguaggio dei fiori e come coltivarlo in giardino o balcone con successo.

Garofano: storia e curiosità

Il nome comune Garofano o Garofalo potrebbe avere il significato di “incoronazione” o “corona” (ghirlanda di fiori), in quanto era uno dei fiori utilizzati per realizzare le corone cerimoniali in Grecia. Alcuni studiosi ritengono che invece possa derivare dal latino “caro” (genitivo “carnis”) (carne), in riferimento al colore originale del fiore, o da incarnatio (incarnazione), che si riferisce all’incarnazione di Dio fatto carne. Fin dai tempi più remoti questo fiore molto popolare è stato oggetto di leggende sacre e profane. Tradizione vuole che i garofani bianchi siano nati dalle lacrime versate in terra dalla Vergine Maria, disperata ai piedi del Crocefisso. Secondo la mitologia greca i garofani bianchi nacquero invece da un atto di gelosia: Diana, la dea della caccia, votata alla verginità, ma perdutamente innamorata di un pastore, strappò gli occhi al giovane per impedirgli di guardare altre donne. Questi una volta gettati in terra si trasformarono in candidi garofani.

Simbolo di amore sacro e profano, il garofano si trova spesso raffigurato nella pittura antica, in quadri del Ghirlandaio, Leonardo da Vinci [foto 1, Madonna del Garofano, 1478-1480], del Bramantino, del Carpaccio, del Pisanello. Coltivato dai Mussulmani d’Africa per aromatizzare i liquori, pare che nel 1270 a Tunisi, venisse impiegato dai soldati di re Luigi IX, per alleviare le proprie sofferenze durante l’agonia causata dalla peste. I superstiti, memori del sollievo procurato, portarono la piante in Francia. Renato D’Angiò (1409-1480) li coltivava durante l’esilio in Provenza come forma di conforto dopo la perdita del trono di Napoli, così come anche il cardinale Mazzarino (1602-1661) durante la sua prigionia nel castello di Vincennes.

Madonna del Garofano – Leonardo Da Vinci (1478-1480)

Sembra che la regina Mariantonietta ricevesse dei messaggi nascosti nel calice di garofani bianchi durante la sua prigionia prima di essere ghigliottinata (1793). In tempi più recenti il garofano ha assunto significati soprattutto politici. Lo indossavano i soldati del Grand Condé della casa reale di Francia, come simbolo di valore e durante l’impero di Napoleone Bonaparte (1804-1821) il garofano rosso contraddistingueva i suoi partigiani, mentre i nobili francesi portavano un garofano bianco. Nella seconda metà dell’800′, il garofano rosso divenne il simbolo dei socialisti e anche loro sinonimo.

Il garofano nel linguaggio dei fiori

Il garofano è il fiore di coloro che nascono a gennaio. Nel linguaggio dei fiori il garofano assume un significato diverso a seconda del suo colore:

  • Rosso: amore impetuoso e onore;
  • Bianco: fedeltà;
  • Giallo: sdegno;
  • Rosa: amore sincero;
  • Verde: simbolo della comunità omosessuale;
  • Screziato: fidati di me.

Le specie coltivate più belle

La specie simbolo che rappresenta il garofano per eccellenza è il Dianthus caryophyllus [foto 2]. Da questa specie, coltivata soprattutto in Riviera, derivano numerosi incroci, alcuni dall’aspetto davvero spettacolare. I fiori del garofano da fiore reciso, si presentano con petali lisci o seghettati, semplici o doppi, dei più svariati colori: rosso sangue, rosa, crema, magenta, screziati, variegati, etc. Profumatissimo fiorisce profusamente dalla tarda primavera all’estate. Non coltiviamolo in piena terra, ma in vaso se l’inverno è particolarmente rigido, ponendo la pianta al riparo durante i mesi più freddi.

Dianthus caryophyllus

Il Dianthus barbatus [foto 3] è una specie perenne, ma coltivata come biennale, originaria della Cina e della Russia asiatica. Conosciuto come “garofano dei poeti” fiorisce in bianco, rosso, rosa e viola, con colori spesso in combinazione tra loro. La fioritura dura poco, per cui sebbene sia adatto come pianta da bordura, è preferibile tenerlo in vaso per consentire una rotazione delle fioriture.

Dianthus barbatus

Il Dianthus plumarius [foto 3], molto profumato, possiede steli filiformi e fiori semplici e leggeri che variano dal rosa pallido al rosso, belle foglie argentate. Questa è una specie perenne, ideale come garofano da bordura, giardino roccioso, balconi e terrazzi in vaso. Fiorisce in primavera.

Dianthus plumarius

Il Dianthus deltoides [foto 4] ha un portamento strisciante, molto adatto per formare un tappeto, per il giardino roccioso e per crescere tra i muri. Perenne ha fiori a piccoli petali dentati color rosa carico, macchiati di rosso cremisi. Ne esiste anche una varietà a fiori bianchi ed una color cremisi. Si può coltivare in vaso per decorare terrazzi e balconi. Fiorisce in maggio/giugno.

Dianthus deltoides

Un specie spontanea dei pascoli montani è il profumatissimo Dianthus superbus [foto 5], dai bei fiori sfrangiati color bianco o rosa. Fiorisce in tarda primavera.

Dianthus superbus

Il Dianthus chinensis [foto 6] è un’altra specie perenne, trattata come annuale. Originario dell’Asia è chiamato anche garofanino orientale, fiorisce in estate nei colori che vanno dal rosso, al lilla, al bianco, al rosa. Adatto alla bordura.

Dianthus chinensis

Il Dianthus carthusianorum [foto 7] è detto garofano “dei certosini“, in quanto veniva coltivato molto probabilmente negli orti-giardini dei conventi. Adatto per il giardino roccioso, forma un cuscino dalla vegetazione compatta e fiorisce in rosa porpora. I fiori sono raccolti in steli rigidi ma esili. Perenne fiorisce ad aprile/maggio.

Dianthus carthusianorum

Coltivazione del garofano

La gran parte delle specie di garofano è molto rustica e resistente (tranne alcuni ibridi di Dianthus caryophyllus). I garofani desiderano un terreno calcareo costituito da un miscuglio in parti uguali di argilla grassa, terra di foglie e sabbia. Prima di trapiantarli concimiamo il terreno con del letame maturo e durante la fioritura non dimentichiamoci di fornire un fertilizzante leggero a base di potassio. Tutti i garofani amano una posizione molto soleggiata.

Semina e moltiplicazione del garofano

Per quanto riguarda la moltiplicazione occorre fare dei distinguo tra specie e specie. Il Dianthus caryophyllus si semina in cassetta in marzo/aprile, ricoprendo bene i semi con della sabbia. Quando le piantine avranno sviluppato una decina di foglie ben sviluppate potremo trapiantarle in un cassone dove passeranno l’inverno, alla distanza di 15 cm l’una dall’altra. A marzo potremo metterle a dimora, ad una distanza di circa 30 cm l’una dall’altra. Per le varietà a stelo lungo, può essere opportuno piantare dei tutori cui legare gli steli. Se vogliamo ottenere dei fiori più grandi da ogni stelo dobbiamo togliere tutti i bottoni secondari e far crescere solo il bocciolo più grosso in punta. In giugno il Dianthus caryophyllus si può moltiplicare anche per talea di rami che non hanno boccioli, della lunghezza di 10 cm. Mettiamo le talee in terriccio costituito da sabbia e torba, in un vassoio tenuto in una posizione ombrosa e aerata.

Il Dianthus barbatus si semina in maggio/giugno in semenzaio tenuto al riparo dal freddo. Le piantine saranno messe a dimora in autunno alla distanza di 50 cm l’una dall’altra. La moltiplicazione del Dianthus barbatus può avvenire anche per divisione dei cespi o talea dopo la fioritura.

Il Dianthus plumaris si semina come il caryophyllus o si moltiplica per talea all’inizio di giugno, sottovetro in posizione semiombreggiata.

Il Dianthus deltoides si semina ad aprile/giugno in semenzaio. Le piantine si spostano dapprima in dei vasetti e poi, in autunno o primavera si mettono a dimora. Spesso in condizioni favorevoli si risemina spontaneamente.

Il Dianthus carthusianorum si semina in febbraio/marzo in serra fredda, si trapianta in vasi singoli e si mette a dimora da maggio ad ottobre.

Il Dianthus chinensis si semina ad aprile/maggio in semenzaio e si mette a dimora quando si preferisce, anche durante la fioritura.

Il Dianthus superbus si semina in aprile/giugno in semenzaio, ripiantando le piantine ad agosto. Queste andranno a dimora in primavera/autunno.

Parassiti e malattie del Garofano

Tra i parassiti e le malattie più frequenti dei garofani abbiamo:

  • gli afidi, che rendono la pianta appiccicosa in quanto producono la “melata”;
  • i tripidi che creano macchie biancastre sui petali;
  • il ragnetto rosso che provoca l’ingiallimento e l’accartocciamento delle foglie;
  • il mal bianco o oidio, infezione fungina che si presenta con delle chiazze di polverina bianca che indebolisce e fa seccare la pianta.

Trattare questi parassiti con i prodotti specifici normalmente in commercio non appena appaiono. Il mal bianco sarebbe opportuno prevenirlo trattando il garofano con una soluzione di prodotti solforamati.

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