Coronavirus: quanto dura sulle superfici?

Il contagio del nuovo Coronavirus attraverso superfici contaminate, a detta degli esperti, è un’eventualità piuttosto remota. Ma conoscere quanto Il Covid-19 sopravviva nell’ambiente (superfici e aria) può darci la misura dell’importanza di lavarsi frequentemente le mani, mantenere le distanze con i potenziali infetti e disinfettare le superfici. Lungi dal descrivere in maniera esauriente i vari aspetti ancora oscuri riguardo il Covid-19, in quest’articolo proveremo a illustrare quanto scoperto ad oggi su modalità di trasmissione e durata del virus sulle superfici e nell’aria.

Come si trasmette il Covid-19?

La trasmissione del Covid-19 come per altri virus respiratori, compresa l’influenza, avviene principalmente attraverso le minuscole goccioline di saliva che una una persona malata rilascia nell’aria quando starnutisce o tossisce. Un singolo colpo di tosse può produrre fino a 3.000 goccioline, ma anche il semplice parlare a distanza ravvicinata con un soggetto infetto può esporci al contagio, ecco perché è importante mantenere una distanza di almeno 1 m tra persona e persona.

Da qui la regola del “droplet“, letteralmente “gocciolina” in inglese, per indicare la distanza minima da mantenere per ridurre il contagio. Ma le goccioline di saliva contenenti il virus possono finire anche su persone, vestiti e superfici varie e in piccola parte rimanere per qualche tempo persino sospese nell’aria. Toccare con una mano una superficie contaminata e poi portarsi questa alla bocca, naso o occhi può rappresentare dunque una delle vie di trasmissione del coronavirus.

Quanto dura il Coronavirus sulle superfici?

Un aspetto che sembra essere poco chiaro è esattamente per quanto tempo SARS-CoV-2, il nome del virus che causa la malattia Covid-19, può sopravvivere al di fuori del corpo umano. I coronavirus sono noti per essere particolarmente resistenti nell’ambiente. Secondo alcuni studi riguardanti altri coronavirus, come Sars e Mers, questi patogeni possono sopravvivere su metallo, vetro e plastica al massimo per nove giorni. Ma a basse temperature possono resistere persino per 28 giorni.

Neeltje van Doremalen, virologa del National Institutes of Health (NIH), Stati Uniti, e i suoi colleghi dei Rocky Mountain Laboratories di Hamilton, Montana, hanno effettuato i più recenti test riguardanti la durata di SARS-CoV-2 su diversi superfici. Il loro studio, non ancora pubblicato su una rivista scientifica, rivela dati molto interessanti. Gli scienziati hanno scoperto che il virus SARS-CoV-2 sopravvive più a lungo sul cartone – fino a 24 ore – e fino a 2-3 giorni su superfici in plastica e acciaio inossidabile, ben 9 giorni sull’asfalto. Tuttavia le superfici in rame tenderebbero ad a uccidere il virus in circa quattro ore.

Su vestiti, scarpe ed altre superfici difficili da disinfettare, non è ancora chiaro per quanto tempo il virus riesca a sopravvivere. Sembra che infatti che le fibre naturali assorbenti facciano seccare rapidamente il virus, inattivandolo. Uno degli autori dello studio, il prof. Vincent Munster spiega: “Noi ipotizziamo che a causa del materiale poroso, il coronavirus si secchi rapidamente e possa rimanere essere bloccato sulle fibre”.

Coronavirus: vive fino a 3 ore sospeso nell’aria

Altra scoperta degli scienziati: il coronavirus potrebbe sopravvivere nell’aria dentro le goccioline di saliva tossite da una persona infetta fino a tre ore. In assenza di spostamenti d’aria queste goccioline finissime, della dimensione di 1-5 micrometri – circa 30 volte più piccole della larghezza di un capello umano – possono rimanere sospese nell’aria molte ore.

Quando il coronavirus entra nei sistemi di condizionamento dell’aria non filtrati, persiste per circa 2 ore d’ore al massimo, questo perché le goccioline di aerosol tendono a depositarsi più rapidamente sulle superfici quando l’aria è mossa. Tutte le prove sono state svolte in ambiente di laboratorio e potrebbero non corrispondere alla vita reale e nulla ci dicono della portata della trasmissibilità. Resta da chiarire inoltre come umidità e temperature possano incidere sulla sopravvivenza del virus nell’aria.

Coronavirus: come proteggersi

La capacità del coronavirus di vivere così a lungo sulle superfici sottolinea l’importanza dell’igiene delle mani. Mantenere il metro di distanza da persona a persona ed indossare una mascherina idonea potrà proteggerci anche dall’eventualità che il coronavirus ci contagi attraverso le goccioline di saliva disperse nell’aria. Le mascherine FFP2 o FFP3 sono le uniche in grado di proteggerci dal contagio da Coronavirus, quelle chirurgiche o fatte in casa con carta da forno o tessuto possono solo ridurre la dispersione delle goccioline infette.

Per quanto riguarda le superfici lavabili, esiste un modo molto rapido per proteggerci dalla trasmissione del coronavirus: la ricerca ha dimostrato che i coronavirus possono essere inattivati ​​in un minuto disinfettando le superfici con alcol al 62-71% o candeggina al perossido di idrogeno allo 0,5% o candeggina per uso domestico contenente 0,1% di ipoclorito di sodio.

Temperature e umidità elevate tendono a far morire la gran parte dei coronavirus più rapidamente, anche se la ricerca ha dimostrato che un coronavirus correlato al Covid-19, quello che causa la Sars, può essere ucciso solo a temperature superiori a 56 ° C e ad una velocità di circa 10.000 particelle virali ogni 15 minuti. Per tale ragioni non è detto l’epidemia di Covid-19 si dissolva con l’arrivo dell’estate.

La lotta al Covid-19 si vince tutti insieme limitando le uscite di casa allo stretto necessario: il virus, senza le nostre gambe, non può andare da nessuna parte. Restiamo a casa!

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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