Obesità: nuova ricerca identifica 4 sottotipi diversi

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) considera il problema dilagante dell’obesità come un’autentica “epidemia globale” tanto è diffusa. Scienza e medicina si interrogano pertanto sulle possibili soluzioni atte ad arginare questa condizione che, oltre che minare la salute di ciascun individuo, si riflette sui costi della sanità pubblica. Ma l’obesità non è tutta uguale: i ricercatori della Brown University, Rhode Island, Stati Uniti, sono riusciti a suddividerla in 4 diversi sottotipi, al fine di stabilire soluzioni su misura, per ciascuno di essi.

Trattamento dell’obesità studiato su misura in base ai sottotipi

L’obesità è un importante fattore di rischio per molte altre condizioni di salute, tra cui il diabete di tipo 2, malattie cardiache e vari tipi di cancro. Questo è il motivo per cui è così importante trovare un approccio terapeutico efficace. La prof.ssa Alison Field, direttrice del dipartimento di epidemiologia dell’Università di Brown e autrice principale dello studio sostiene che: “Un bambino che diventa molto obeso all’età di 5 anni sarà molto diverso da qualcuno che gradualmente acquisisce peso nel tempo e all’età di 65 anni è obeso –  e continua – Dobbiamo riconoscere questa diversità, poiché potrebbe aiutarci a sviluppare approcci più personalizzati per il trattamento dell’obesità”. Le nuove scoperte, pubblicate sulla rivista Obesity, derivano da un’analisi dei dati di 2.458 persone che si sono sottoposte a chirurgia bariatrica (bypass gastrico o bendaggio gastrico) tra marzo 2006 e aprile 2009.

I 4 sottotipi di obesità

Gli autori hanno esaminato le variabili psicologiche dei partecipanti, compresi i modelli alimentari, nonché la loro storia di peso e i livelli ormonali, insieme ad altri fattori biologici. Grazie a questi dati i ricercatori hanno potuto identificare quattro diversi sottotipi di persone con obesità, utilizzando un metodo statistico specializzato. 
  • Sottotipo 1: prima dell’intervento chirurgico, queste persone presentavano livelli elevati di glucosio nel sangue (zucchero) e bassi livelli di colesterolo HDL (“colesterolo buono”). Il 98% delle persone in questo gruppo aveva una forma di diabete.
  • Sottotipo 2: in questo caso i soggetti avevano comportamenti alimentari disordinati, ovvero: il 37% ricorreva ad abbuffate; il 61% ha riferito di non essere capace di controllare gli spuntini tra un pasto e l’altro; quasi tutti (92%) hanno dichiarato di mangiare anche quando non sentivano fame;
  • Sottotipo 3: le persone in questo gruppo, le più sorprendenti di tutte, avevano profili metabolici di obesità piuttosto scarsi, riportando anche livelli molto bassi di consumo alimentare disordinato. Infatti solo il 7% ha dichiarato di mangiare in assenza di fame.
  • Sottotipo 4: le persone del quarto gruppo hanno riferito di aver ricevuto diagnosi di obesità da bambini. Mediamente questi volontari avevano, già all’età di 18 anni, un indice di massa corporea (IMC) di 32, il più alto se paragonato con quello degli altri gruppi che era di 25 in media alla medesima età. Le persone del sottotipo 4 avevano anche l’IMC medio più elevato (ben 58), poco prima di subire un intervento bariatrico, contrariamente a quello degli appartenenti alle altre sottocategorie che era in media di 45, a quel punto della loro vita.

Le strategie contro l’obesità andrebbero studiate su misura

Guardando i dati dei primi 3 anni dopo l’intervento di chirurgia bariatrica, i ricercatori hanno notato che, in media, le donne avevano perso il 30% del loro peso pre-operatorio, mentre gli uomini ne avevano perso il 25%. I partecipanti del secondo e terzo sottotipo sono quelli che hanno sperimentato i maggiori benefici dalla chirurgia bariatrica. In particolare i volontari del sottotipo 2 sono quelli che hanno perso più peso: gli uomini in media il 28,5%, le donne il 33,3%. A detta della prof.ssa Field: “Uno dei motivi per cui non abbiamo avuto risultati più evidenti nel campo della ricerca sull’obesità è che classifichiamo tutte queste persone come le stesse” e conclude “Potrebbe anche darsi che esistano strategie incredibilmente efficaci là fuori per prevenire o curare l’obesità” e conclude “quando si mescolano pazienti di diversi gruppi insieme, si diluisce l’effetto”.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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