Come miochine e sport proteggono dal cancro

Le miochine prodotte con l’esercizio fisico, secondo un nuovo studio della Edith Cowan University (Joondalup, Australia) sarebbero un’eccezionale arma contro il cancro, a conferma che uno stile di vita sano e attivo sono alla base del nostro benessere. I malati di cancro assoldati dai ricercatori hanno svolto regolare attività fisica per 12 settimane con risultati sorprendenti. Prima di conoscere i dettagli dello studio scopriamo cosa sono le miochine.

Cosa sono le miochine?

Le miochine sono delle citochine, ovvero piccole proteine (~5-20 kDa) e peptidi proteoglicani prodotti e rilasciati dalle cellule muscolari scheletriche (fibre muscolari) in risposta alle contrazioni muscolari. Le miochine hanno effetti autocrini, paracrini e/o endocrini. Le miochine sono coinvolte nei cambiamenti metabolici associati all’esercizio fisico, così come nei cambiamenti metabolici che seguono l’adattamento all’allenamento. Partecipano anche alla rigenerazione e riparazione dei tessuti, al mantenimento di un sano funzionamento corporeo, all’immunomodulazione, alla segnalazione cellulare, espressione e differenziazione. Le miochine possiedono proprietà antinfiammatorie che da precedenti studi hanno dimostrato esplicare benefici contro malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2 [1].

Sebbene solo a poche miochine sia stata assegnata una funzione specifica nell’uomo, è stato identificato che i ruoli biologici delle miochine includono effetti su cognizione, metabolismo lipidico e glucidico, imbrunimento del grasso bianco, formazione ossea, funzione delle cellule endoteliali, ipertrofia, struttura della pelle e crescita tumorale. Ciò suggerisce che le miochine potrebbero essere dei biomarcatori utili per monitorare la prescrizione di attività fisica a persone con cancro, diabete o malattie neurodegenerative [2].

Proprietà antitumorali delle miochine

Per il loro studio i ricercatori australiani hanno chiesto a 10 pazienti obesi con cancro alla prostata, sottoposti a terapia di deprivazione androgenica, di svolgere regolare attività fisica per 12 settimane. Il programma includeva allenamento di resistenza supervisionato, esercizio aerobico autodiretto e integrazione proteica. I volontari hanno fornito campioni di sangue prima e dopo l’esperimento. Il sangue dei pazienti è stato testato direttamente su cellule di cancro alla prostata coltivate in vitro per verificare le proprietà anticancro delle miochine. Gli scienziati hanno così scoperto che il sangue di chi si era allenato per tre mesi era in grado di ridurre significativamente la crescita delle cellule tumorali.

Le miochine sarebbero in grado di segnalare alle cellule tumorali di crescere più lentamente o persino di fermarsi completamente, ma non di ucciderle. Tuttavia, come spiega il dottorando e capo della ricerca Jin-Soo Kim, le miochine potrebbero collaborare con altre cellule del sangue per combattere attivamente il cancro, ad esempio segnalando alle nostre cellule immunitarie, le cellule T, di attaccare e uccidere le cellule tumorali.

Lo sport combatte il cancro e preserva la massa magra

La terapia di deprivazione androgenica, che è comunemente prescritta per curare il tumore alla prostata, blocca la sintesi del testosterone che può avere come conseguenza una significativa riduzione della massa magra in favore dell’aumento della massa grassa. Ciò può comportare la comparsa di obesità sarcopenica (obesità con bassa massa muscolare), una condizione che peggiora la salute generale. Tutti i partecipanti allo studio erano obesi e trattati con terapia ormonale per il tumore alla prostata, ma grazie al programma di allenamento ideato dagli scienziati, sono riusciti a mantenere la massa magra e a perdere massa grassa.

Cancro e sport: la ricerca futura

Lo studio clinico australiano si è concentrato sul tumore alla prostata poiché è il cancro non cutaneo più comune tra gli uomini, nonché quello che provoca più decessi al mondo. Ma secondo il supervisore dello studio, il dott. Newton, le proprietà anticancro di miochine e sport possono certamente essere estese ad altri tipi di tumore.

L’Edith Cowan University sta già conducendo ulteriori studi su miochine, sport e cancro. Attualmente è in corso uno studio in cui i pazienti con tumore alla prostata in stadio avanzato stanno seguendo un programma di esercizio fisico per sei mesi. Come spiega il dott. Newton: “Questi uomini hanno un alto carico di malattie, effetti collaterali del trattamento estesi e stanno molto male, ma possono ancora produrre medicine antitumorali dall’interno.” Questa ricerca, conclude il dott. Newton: “È importante in quanto potrebbe spiegare perché gli uomini anche con cancro avanzato, se sono fisicamente attivi, non soccombono così rapidamente“.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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