Lillà o Serenella: coltivazione, riproduzione, potatura, specie e varietà più belle di Syringa

Con il nome comune di Lillà o Serenella, si indica la Syringa vulgaris e altre specie di arbusti affini. Appartenente alla famiglia delle Oleaceae, il lillà è originario dell’Europa sud orientale e dell’Asia orientale. La romantica Serenella ha poche esigenze colturali ed ambientali e si presta ad essere piantata in giardino in cespugli isolati, oppure, in più esemplari messi a dimora distanti 1,5 – 3 m l’uno dall’altro, per creare una profumata siepe informale. Prima di scoprire come coltivare il Lillà, conosciamo storia, curiosità, specie e varietà più belle di Syringa spp..

Lillà o Serenella: storia, curiosità, proprietà medicinali

Coltivata dagli Arabi fin dall’antichità, la Serenella compariva nei giardini di Istanbul già poco dopo la conquista turca. Dalle regioni balcaniche la coltivazione del lillà si estese a tutta l’Europa verso la metà del XVI secolo. Inizialmente quest’arbusto veniva indicato col nome Lilak, poi passò a chiamarsi lilla, senza accento. Solo nell’Ottocento la Syringa vulgaris (la specie di Serenella “classica”) acquisì il nome lillà, per evidenziarne l’origine francese, poiché all’epoca ne venivano venduti i fiori recisi coltivati a Parigi. Le Serenelle parigine erano esclusivamente bianche: i floricoltori ottenevano questo colore tenendo le piantine al buio, in un ambiente particolarmente caldo. Una tecnica utilizzata ancora oggi per far impallidire i fiori di lillà.

L’etimologia del genere Syringa deriva dalla parola greca syrinx che significa tubo, canale, condotto, in riferimento alla forma tubolare del fiore. Nella mitologia greca Syringa è la ninfa trasformata dalle Naiadi in canne palustri per sfuggire alle avance del dio Pan. Il suono dolce delle canne agitate dal vento avrebbero ispirato il satiro alla costruzione del suo famoso flauto.

Proprietà medicinali del lillà: la corteccia giovane, i frutti e le foglie di Syringa vulgaris sono molto amari, a causa di una sostanza particolare, la syringina, e di un glucoside in essi contenuti; queste sostanze fanno della serenella una pianta medicinale dall’azione tonica molto utile. I fiori contengono un’essenza aromatica impiegata in profumeria; in Russia si usa anche ottenerne un liquido detto olio di lillà dalle proprietà antireumatiche.

Syringa vulgaris: varietà più belle

Il lillà tipico, Syringa vulgaris, è un arbusto a portamento eretto che può superare i 3 metri di altezza. Possiede foglie caduche color verde scuro a forma di cuore alla base e terminanti a punta. I fiori possono essere semplici o doppi e nella specie originaria sono di color violetto molto profumati e riuniti in spighe compatte. La Syringa vulgaris fiorisce in maggio.

Syringa vulgaris

Tra le varietà più belle di Syringa vulgaris ricordiamo: “Charles Joly”, con fiori doppi rosso porpora; “M.me Lemoine”, con fiori doppi bianco puro; “Michel Buchner” con fiori lilla; “Primrose” con fiori giallo crema; “Katherine Havemeyer”, con fiori doppi molto profumati, porpora lavanda; “Massena” con fiori magenta.

Le altre specie di Syringa

Al genere Syringa appartengono altre specie di lillà o serenella, tutte con esigenze colturali molto simili. Se preferiamo un arbusto dall’aspetto minuto, il lillà nano, Syringa meyeri “Palibin” è quello che fa per noi. Syringa meyeri “Palibin” è ideale soprattutto se abbiamo poco spazio: sviluppandosi lentamente infatti è particolarmente adatto ai piccoli giardini. Il Syringa meyeri “Palibin” è alto fra i 50 e i 100 cm, ha un portamento compatto ed una chioma arrotondata che in aprile – giugno si ricopre di corimbi profumati di fiori color lilla.

Syringa meyeri “Palibin”

Anche il Syringa microphylla è di altezza contenuta, non superando di solito il metro e mezzo, anche se qualche volta può arrivare a 2 m. Syringa microphylla ha un portamento espanso con rami sottili e foglie ovali, piccole verde grigio sulla pagina inferiore. Syringa microphylla fiorisce da maggio ad ottobre con corimbi aperti di fiori lilla scuro.

Syringa microphylla

Decisamente più grande è il Syringa komarowii o Syringa reflexa con i suoi 3 m d’altezza. I rami del Syringa komarowii sono sottili e arcuati, le foglie ovali e appuntite. I fiori del Syringa komarowii color rosa scuro, sono molto profumati, si raccolgono in lunghe pannocchie e sbocciano a giugno.

Syringa komarowii

Un’altra specie di lillà molto decorativa è il Syringa persica, un folto arbusto tondeggiante con foglie lanceolate e fiori profumati lilla, riuniti in corimbi lunghi una decina di centimetri, che sbocciano in maggio-giugno.

Syringa persica

Lillà: esposizione, temperatura, annaffiature, fertilizzazione, terreno

Il Lillà ama l’esposizione in pieno sole, ma tollera anche l’ombra moderata che tuttavia comporterà una fioritura meno abbondante. La Serenella sopporta bene le basse temperature degli inverni delle regioni italiane. Come tutti gli arbusti che fioriscono sul legno dell’anno precedente dell’anno, il Lillà va annaffiato, per tenere le radici sempre umide, da maggio a luglio. Per quanto riguarda la concimazione del Lillà, provvediamo a pacciamare con letame ben maturo in primavera. Il lillà desidera un terreno fresco da giardino, fertile, piuttosto argilloso e un po’ calcareo.

Come riprodurre il lillà

Il Lillà si moltiplica per talea semi-legnosa con tallone da prelevare in estate. È possibile anche riprodurre la Serenella per divisione dei cespi. Un metodo di propagazione vegetativa molto efficace per il lillà è la margotta. La margotta di lillà si effettua a fine autunno o inizio inverno: ecco come procedere passo passo:

  • scegliamo un ramo di Syringa ben sano e stacchiamo foglie e rametti secondari per una decina di centimetri;
  • con un coltellino affilato peliamo la corteccia di un pezzo di ramo. Stiamo però attenti a non incidere il legno troppo profondamente (deve rimanere in parte attaccato alla pianta madre);
  • prendiamo della plastica, ad esempio quella di un sacchetto della spesa, e fissiamola alla parte inferiore del ramo legandola ben stretta. Poi mettiamovi dentro del muschio di bosco o, se non lo troviamo, della torba;
  • leghiamo la plastica anche dalla parte alta del ramo. In questo modo formeremo un sacchetto che tenga il muschio (o la torba) ben stretto attorno al rametto;
  • Dopo qualche mese dal rametto saranno spuntate delle radici che si saranno espanse nel muschio. È il momento di togliere il sacchetto e di tagliare il rametto della pianta madre;
  • subito dopo trapiantiamo il rametto di lillà in un vaso con terriccio di tipo universale. Dobbiamo fare attenzione a non staccare le radici dal muschio che le avvolge.

Potatura del lillà

Anche senza alcun intervento di potatura, fatta eccezione per l’eliminazione dei fiori appassiti dopo la fioritura, gli arbusti di lillà si ricoprono interamente di fiori. Le piante destinate a dare fiori recisi devono invece essere potate drasticamente al momento del taglio dei fiori, che devono essere prelevati con un fusto molto lungo per costringere la pianta a produrre altri polloni che fioriranno l’anno successivo. Le piante di Serenella vecchie possono essere potate severamente alla fine dell’inverno, oppure dopo la fioritura, per ottenere una vegetazione nuova. Non si proceda mai a potare né in autunno, né in inverno, dal momento che le gemme fiorali del lillà sono già presenti sui rami.

Entro il mese di novembre possiamo tagliare i polloni, cioè quei rami che spuntano dal terreno durante l’ultimo anno che sottraggono inutilmente nutrimento ai rami principali. Possiamo individuare facilmente i polloni poiché poco sopra il terreno sono fatti di un legno ancora tenero.

Al momento della prima fioritura, dopo l’impianto, è bene sopprimere quasi tutti i fiori per stimolare l’arbusto di lillà a produrre rami che fioriranno l’anno successivo; quando il cespuglio è abbastanza folto, questa pratica non è più necessaria.

Lillà: parassiti e malattie

Tra le malattie che possono colpire la Serenella abbiamo: la batteriosi che provoca la comparsa di macchie scure sulle foglie; la prenospora che si manifesta con la comparsa di macchie brune e irregolari sull’apice dei germogli e sulla corteccia di tutta la pianta; è necessario trattare il lillà con poltiglia bordolese oppure ossicloruro di rame. Contro gli insetti minatori, che scavano le foglie, si usano prodotti a base di piretro.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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