Alzare o abbassare i prezzi di 7 alimenti-chiave basterebbe per salvare migliaia di vite l’anno

Nonostante la crescente consapevolezza che il mangiar sano equivalga ad una migliore qualità di vita, siamo spesso costretti a scontrarci con la realtà dei fatti: in tempi di crisi economica il prezzo degli alimenti conta e determina le nostre scelte alimentari. Questo alla lunga pesa inevitabilmente sulla nostra salute. Ma cosa accadrebbe se i prezzi degli alimenti sani scendessero e quelli dei cosiddetti “junk food” aumentassero?  Ecco cosa ci dice un recente studio, pubblicato su BMC Medicine, condotto dalla Tufts University di Boston, negli Stati Uniti.

I 7 alimenti che hanno subito la variazione di prezzo

Negli Usa le malattie legate al consumo di alimenti poco salutari rappresentano una vera e propria piaga sociale. Per realizzare lo studio, i ricercatori hanno utilizzato un modello comparativo di valutazione del rischio. Essi hanno stimato i potenziali effetti della diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari sani e la tassazione di quelli considerati meno sani, sul numero di decessi annuali per malattie cardiovascolari e metaboliche negli Stati Uniti. Gli alimenti sani comprendevano: frutta, verdura, cereali integrali e frutta secca. Quelli malsani: carni rosse trasformate, carni rosse non trasformate e bevande zuccherate.

Modificando i prezzi degli alimenti del 10% si potrebbero salvare 23.000 vite l’anno

Il team di scienziati ha utilizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey  del 2012, sul consumo di prodotti alimentari. Da questi hanno ricavato: età, sesso e stato socioeconomico dei soggetti; stime degli effetti eziologici di questi alimenti sulle malattie cardiovascolari e metaboliche in base all’età; numero di decessi per malattie cardio-metaboliche in base ad età, sesso e stato socioeconomico; impatto delle variazioni dei prezzi sulle abitudini alimentari relativi allo stato socioeconomico. Per comprendere i potenziali benefici per la salute ottenibili dalla modifica dei costi dei 7 alimenti, i ricercatori hanno ideato due modelli d’intervento sui prezzi. In uno, i prezzi dei generi alimentari sono stati modificati solo del 10%.  Ciò significa che le opzioni salutari sono diventate del 10% più economiche, mentre le scelte malsane hanno subito un aumento di prezzo del 10%. Nell’altro, i prezzi sono stati aggiustati del 30%.
In base alle proiezioni ottenute è stato stimato che basterebbero variazioni del 10% sul prezzo di ciascun alimento, per prevenire 23.000 decessi l’anno. Questi rappresentano il 3,4%, di tutti i decessi per malattie cardiovascolari e metaboliche negli Stati Uniti. Una variazione del prezzo del 30% potrebbe triplicare quest’approssimazione, con una stima di 63.000 morti evitate l’anno (9,2% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari e metaboliche negli USA). La più grande riduzione proporzionale è stata osservata per l’ictus, seguito dal diabete. Le morti per il diabete sono state maggiormente influenzate dalle tasse sulle bevande zuccherate. Le morti per diabete sono diminuite grazie alla riduzione dei prezzi di frutta e verdura.

I maggiori vantaggi si avrebbero tra i soggetti meno abbienti

“Le strategie attuali, come le campagne educative o l’etichettatura dei prodotti alimentari, hanno migliorato le abitudini alimentari complessive, ma molto meno tra le persone con uno status socioeconomico inferiore, ha dichiarato uno degli autori dello studio, il Dott. Dariush Mozaffarian. “La cattiva alimentazione non è solo una questione di scelta individuale, ma riguarda i sistemi che rendono il mangiare male il default per la maggior parte degli americani. Questi risultati suggeriscono che gli incentivi finanziari per l’acquisto di alimenti sani e i disincentivi per l’acquisto di alimenti non salutari possono rivelarsi efficaci nel ridurre significativamente le disparità delle malattie cardio-metaboliche”. In una precedente ricerca, alcuni membri dello stesso team di scienziati, aveva rilevato che un programma nazionale per sovvenzionare il costo di frutta e verdura del 10% basterebbe per salvare 150.000 vite in 15 anni, mentre un incremento delle aliquote fiscali del 10% sulla soda potrebbe salvarne 30.000.
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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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