Il cibo spazzatura rende il sistema immunitario più aggressivo a lungo termine

Numerosi sono gli studi che confermano il legame tra infiammazione e cibo spazzatura. Lo “junk food” è ricco di grassi saturi e zuccheri, sostanze che promuovono l’infiammazione. Allo stesso tempo è privo di sostanze realmente utili all’organismo, in grado di contrastare l’infiammazione stessa. Mangiare cibo spazzatura ci predispone a tutta una serie di malattie legate all’infiammazione cronica come diabete, malattie cardiovascolari, cancro e alle malattie infiammatorie croniche autoimmuni (psoriasi, artrite reumatoide, colite, lups, etc.). Anche se queste patologie sono a forte componente genetica, è pur vero che “noi siamo quello che mangiamo”. Una persona, anche in sovrappeso, potrà risultare paradossalmente denutrita se nella sua dieta non sono contemplate frutta, verdura, fibre, etc. Ciò la porterà a farla ammalare più facilmente di altre.
 
Ma come si comporta il sistema immunitario quando mangiamo cibo spazzatura? La risposta giunge da uno studio dell’Università di Bonn pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Cell. La ricerca ha coinvolto gruppi di scienziati provenienti da Olanda, Stati Uniti, Norvegia e Germania.

Il cibo spazzatura induce una risposta immunitaria

Per un mese un gruppo di topi è stato nutrito con una “dieta occidentale“, ricca di grassi, zuccheri e povera di fibre. Un altro gruppo (gruppo di controllo)  ha seguito una dieta standard. Gli animali del primo gruppo hanno sviluppato una forte risposta infiammatoria generale, quasi come durante un’infezione batterica. “La dieta malsana ha portato ad un inaspettato aumento del numero di alcune cellule immunitarie nel sangue dei topi, in particolare granulociti e monociti. Ciò è indice del coinvolgimento dei progenitori delle cellule immunitarie nel midollo osseo”, ha osservato uno degli autori dello studio, la Dott.ssa Anette Christ.

Conferma da studi genomici

Le cellule progenitrici del midollo osseo per i principali tipi di cellule immunitarie sono state in seguito prelevate ed isolate da entrambi i gruppi di roditori, per un’analisi sistematica della loro funzione e del loro stato di attivazione, confermando i sorprendenti risultati. “Gli studi genomici hanno, infatti, dimostrato che la dieta occidentale aveva attivato un gran numero di geni nelle cellule progenitrici, tra cui i geni responsabili della proliferazione e della maturazione”, aggiunge il Dott. Joachim Schultze, co-autore dello studio. Il cibo spazzatura dunque indurrebbe il corpo a reclutare rapidamente un esercito enorme e potente.

La “memoria” del sistema immunitario

Ma le sorprese non finiscono qui. Successivamente i ricercatori hanno offerto ai roditori che avevano seguito la dieta occidentale, la loro tipica dieta a base di cereali per altre quattro settimane. L’infiammazione acuta è scomparsa, ma non la riprogrammazione genetica delle cellule immunitarie e dei loro precursori. Anche dopo le quattro settimane, molti dei geni che erano stati attivati ​​durante l’alimentazione con cibo spazzatura continuavano ad essere ancora attivi. “Solo di recente è stato scoperto che il sistema immunitario innato ha una forma di memoria”, spiega il prof. Dott. Eicke Latz, direttore dell’Istituto per l’immunità innata dell’Università di Bonn e scienziato del DZNE.
 
“Dopo un’infezione, le difese del corpo rimangono in una sorta di stato di allarme, in modo che possano rispondere più rapidamente a un nuovo attacco”. Gli esperti chiamano questo fenomeno “allenamento immunitario innato“. Nei topi, tale processo non è stato innescato da un batterio, ma da una dieta malsana.

Il “sensore fast food”

Gli scienziati sono stati inoltre in grado di identificare il “sensore fast food” nelle cellule immunitarie, variabile da soggetto a soggetto. Esaminando le cellule del sangue di 120 topi è stato notato che in alcuni di essi veniva coinvolto l’inflammasoma NLRP3. Gli inflammasomi sono complessi di segnalazione intracellulare che riconoscono gli agenti infettivi e le altre sostanze nocive. Successivamente rilasciano messaggeri altamente infiammatori. Come l’inflammasoma NLRP3 riconosca l’esposizione del corpo alle diete di tipo occidentale rimane da determinare. “L’inflammasoma innesca cambiamenti epigenetici”, spiega il Dott. Latz. “Il sistema immunitario reagisce di conseguenza anche a piccoli stimoli con risposte infiammatorie più forti.”

Conseguenze del cibo spazzatura sulla salute

L’infiammazione cronica può aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Nell’arteriosclerosi, ad esempio, i tipici depositi vascolari, le placche, sono costituiti in gran parte da lipidi e cellule immunitarie. La reazione infiammatoria contribuisce direttamente alla loro crescita, poiché le cellule immunitarie appena attivate migrano costantemente nelle pareti dei vasi alterati. Quando le placche diventano troppo grandi, possono scoppiare, causando la formazione di coaguli di sangue. Questi, trasportati dal flusso sanguigno, possono ostruire le arterie. Possibili conseguenze sono ictus o infarto. I ricercatori auspicano che studi come questi servano a sottolineate la necessità di una maggiore attenzione all’educazione alimentare fin dall’infanzia.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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