Cibi trasformati: sette motivi per cui fanno male alla salute

Belli, colorati, confezionati e presentati come qualcosa di delizioso e succulento, ma anche pratici, pronti all’uso e di rapida preparazione, per chi è sempre di fretta: sono i cibi trasformati, preconfezionati, prodotti industrialmente, simbolo di abbondanza e consumismo. Diffusisi in seguito al boom economico degli anni 60′, i cibi preconfezionati sono facilmente reperibili presso qualsiasi supermercato e sono ormai parte integrante della dieta quotidiana della popolazione occidentale. Ma gli alimenti preconfezionati fanno male? Certamente essi sono una delle principali cause di obesità e malattie croniche in tutto il mondo, tant’è vero che ogni volta che una popolazione adotta una dieta occidentale ad alto contenuto di cibo spazzatura, si ammala. Succede in pochi anni: i geni di queste persone non cambiano, è il loro cibo che cambia.

Cosa sono i cibi trasformati

Prima di tutto occorre dare una giusta definizione di cibo trasformato. Un cibo vivo, intero, non elaborato, conserva tutte le sue caratteristiche chimico-fisiche, tra cui le vitamine termolabili e le sostanze che si perdono durante la trasformazione cui viene sottoposto. E’ pur vero che talune trasformazioni fisiche, come la normale cottura, in alcuni casi, si rendono necessarie per cibi altrimenti non digeribili, persino tossici o con molecole poco biodisponibili (è il caso ad esempio del licopene del pomodoro, sostanza antiossidante che si libera grazie alla cottura). Se si tratta di un singolo ingrediente alimentare senza aggiunta di sostanze chimiche, non importa se è stato macinato o messo in un barattolo, è ancora vero cibo.

Gli alimenti industriali che sono stati trattati chimicamente o prodotti esclusivamente con ingredienti raffinati e sostanze artificiali, invece possono certamente essere definiti come alimenti trasformati.

Perché gli alimenti trasformati fanno male alla salute?

Sono almeno sette i motivi che rendono gli alimenti trasformati pericolosi per la nostra salute:

1. Alto contenuto di glucosio e fruttosio

Gli alimenti trasformati sono solitamente carichi di zuccheri aggiunti, come il glucosio o l’altrettanto dannoso fruttosio. Lo zucchero fornisce calorie “vuote”, in quanto privo di sostanze nutritive essenziali. Molti studi dimostrano che lo zucchero può avere effetti devastanti sul metabolismo che vanno ben oltre il suo contenuto calorico. Può portare ad insulino-resistenzaaumento dei livelli di trigliceridi e del colesterolo (studio del 2005), aumento dell’accumulo di grasso nel fegato e del pericoloso grasso viscerale (studio del 2009). Non sorprende che il consumo di zucchero sia fortemente associato con alcuni dei principali killer silenziosi dell’uomo moderno quali malattie cardiachediabete (studio del 2004 e del 2013), obesità (studio del 2001) e cancro (studio del 1983).

Ma la gran parte di noi non assume lo zucchero solo tramite il cucchiaino nel caffè. La stragrande maggioranza deriva da alimenti trasformati e bevande zuccherate in cui questo lo zucchero può essere nascosto.

2. Il cibo spazzatura crea dipendenza

Le papille gustative istintivamente ci guidano nella scelta di alimenti ricchi di energia, dal sapore dolce, salato e grasso. L’appetibilità di un alimento è tutto, lo sanno bene i produttori di alimenti preconfezionati. Per questo motivo, vengono impiegate enormi risorse per rendere il cibo spazzatura il più desiderabile possibile. Molti alimenti trasformati vengono progettati per essere così “gratificanti” per il cervello, da superare la desiderabilità di tutto ciò che potremmo procurarci in natura. I meccanismi di corpo e cervello, che normalmente regolano l’equilibrio energetico, vengono così ingannati: gli alimenti trasformati influenzano i nostri pensieri e comportamenti, facendoci mangiare sempre di più fino a farci ammalare.

Ci sono molte prove del fatto che l’appagamento generato degli alimenti trasformati riesca a bypassare i meccanismi di difesa innati, inducendoci ad una sovralimentazione capace di compromettere la nostra salute (studio del 2011 e studio del 2012). C’è poi il problema della dipendenza dal junk-food o cibo spazzatura: lo zucchero ed il cibo-spazzatura sono in grado di attivare le stesse aree del cervello attivate da droghe come la cocaina (studio del 2010)

3. Contiene ingredienti artificiali

Osserviamo le etichette: nomi impronunciabili, sigle varie, spesso non sono altro che sostanze chimiche artificiali che vengono aggiunte per vari scopi. Tra di essi abbiamo: conservanti, sostanze chimiche che impediscono al cibo di deteriorarsi e andare in putrefazione; coloranti, sostanze chimiche che vengono utilizzate al solo scopo di dare al cibo un colore specifico; additivi vari, appetizzanti, aromatizzanti per dare sapore e consistenza all’alimento. Pur trattandosi di sostanze consentite dalla legge e testate prima di essere definite adatte al consumo umano, il buon senso ci porta ad evitarle.

4. I prodotti preconfezionati sono ricchi di carboidrati raffinati e poveri di fibre

Gli alimenti trasformati sono spesso troppo ricchi di zuccheri “semplici”, raffinati e privi di fibre. I carboidrati semplici vengono rapidamente decomposti in glucosio nel tratto digestivo, causando iperglicemia postprandiale e conseguente iperproduzione di insulina. Come effetto nel breve termine potremmo ritrovarci nuovamente con una voglia irresistibile di carboidrati poche ore dopo il pasto, quando i livelli di zucchero nel sangue torneranno normali.

Nel lungo termine questa condizione potrebbe portare a gravi effetti sulla salute come le già citate malattie croniche e metaboliche. Attenzione anche ai “cereali integrali” per la colazione. Questi sono in genere composti da grani interi polverizzati in farina molto fine, insalubri esattamente come le loro controparti raffinate. L’unico modo per introdurre carboidrati sani, come le fibre, è quello di mangiare cereali interi, tal quali, come avena, riso integrale, miglio, orzo, etc… Le fibre hanno un effetto probiotico sulla flora intestinale (fibre solubili), migliorano la regolarità intestinale, e riducono l’assorbimento di grassi e zuccheri a livello intestinale (fibre insolubili).

5. Il cibo-spazzatura è privo di nutrienti

Gli alimenti la cui trasformazione è spinta al limite (alimenti ultra-processati) non possiedono più alcun valore nutritivo dei loro ingredienti di partenza. In alcuni casi, vitamine e minerali sintetici vengono aggiunti a questi prodotti per compensare ciò che è stato perso durante la lavorazione. Tuttavia, i nutrienti sintetici non sono un buon sostituto dei nutrienti presenti negli alimenti interi. Nessuna integrazione potrà mai sostituire una dieta sana e ricca di frutta e verdura, cereali interi, cibo vivo, reale.

6. Richiede meno tempo ed energia per essere masticato e  digerito

L’esser privi di fibre e ricchi di zuccheri semplici rende i cibi trasformati più rapidamente assimilabili. Anche la loro masticabilità è spesso semplificata. Ciò può indurci a mangiarne di più e a digerirli con una certa rapidità. Come dimostrato in uno studio condotto su 17 uomini e donne in buona salute, vi è una grossa differenza nel dispendio energetico (termogenesi indotta dalla dieta) tra chi consuma cibo trasformato e chi non lo fa. I ricercatori hanno confrontato la differenza di spesa energetica tra chi aveva mangiato un panino, costituito da pane multi-cereali e formaggio cheddar (cibi integrali) e chi del pane bianco e formaggio fuso (alimenti trasformati). Si è scoperto che i primi avevano bruciato il doppio delle calorie per digerire il pasto, rispetto ai secondi. Ciò ha naturalmente ripercussioni sulla nostra capacità di gestire il peso corporeo.

7. I cibi preconfezionati possono essere ricchi di acidi grassi trans

Gli alimenti trasformati sono spesso ricchi di grassi malsani, economici, come oli raffinati di semi e vegetali spesso idrogenati (acidi grassi trans), potenzialmente molto dannosi per la nostra salute. I grassi trans ad esempio favoriscono la riduzione del colesterolo buono HDL nel sangue (studio del 1997), con conseguenti possibili dislipidemie. I grassi idrogenati vengono impiegati dai produttori di cibi preconfezionati perché sono più stabili dei corrispondenti insaturi, quindi permettono di conservarli più a lungo e donano migliore consistenza.

Come riconoscere un alimento confezionato di qualità

Per riconoscere un alimento preconfezionato di qualità impariamo a leggere bene le etichette, tenendo a mente che gli ingredienti riportati sulla confezione sono scritti in ordine decrescente. Se zucchero, additivi (coloranti, conservanti, etc.), sodio, appaiono tra i primi ingredienti dell’alimento questo con molta probabilità sarà ben poco sano. Evitiamo anche i prodotti contenenti acidi grassi trans o oli vegetali di scarsa qualità. A parità di prodotto trasformato preferiamo sempre quello che presenta un elenco degli ingredienti più semplice e breve.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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