La classifica delle migliori 40 diete per il 2018

La classifica delle migliori diete per il 2018 segna l’inizio del nuovo anno con tutti i suoi buoni propositi. Perché per dieta non va inteso solo quell’insieme di rinunce fatte per un breve periodo, magari allo scopo di perdere qualche chilo. La dieta fa parte di quelle abitudini quotidiane che incidono, anche piuttosto pesantemente, sui vari aspetti della nostra salute. Malattie del benessere, come diabete, obesità, disturbi cardiovascolari, persino cancro, infiammazione cronica, demenza senile potrebbero essere evitati, rimandati o mitigati da una corretta alimentazione. Ma qual è il miglior regime alimentare per la nostra salute? Quale il peggiore fra tutti quelli attualmente in voga? Ecco la classifica delle migliori diete, o meglio le classifiche, divise per obiettivo, stilate come ogni anno, dal US News and World Report. Il report ha coinvolto il parere di 25 esperti.

La classifica delle migliori diete del 2018

La classifica delle migliori diete 2018 generale tiene conto dei numerosi aspetti che dovrebbero caratterizzare il regime dietetico che più si avvicina al concetto di “corretta alimentazione”. I primi 3 posti se li sono aggiudicati:

 Dieta Mediterranea

Gli americani riconoscono alla nostra Dieta Mediterranea il primo posto (pari merito con DASH) sul podio, tra le diete migliori per il nuovo anno. I benefici apportati dalla Dieta Mediterranea includono perdita di peso, mantenimento in salute di cuore e cervello, prevenzione del cancro, prevenzione e controllo del diabete e di tutta una serie di malattie croniche. Gli esperti ammettono che le persone che vivono nei paesi affacciati sul Mar Mediterraneo vivono più a lungo e soffrono meno della maggior parte degli americani per cancro e malattie cardiovascolari. Il segreto sarebbe da attribuire ad uno stile di vita più attivo e ad una dieta a basso contenuto di carne rossa, zucchero e grassi saturi. Tra gli alimenti principali della Dieta Mediterranea figurano: frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e noci.

La Dieta Mediterranea occupa il  14° posto nella classifica delle diete 2018 che tiene conto della capacità di far perdere peso e il 28° di quella che considera la rapidità con cui ciò avviene. posto tra le diete per combattere il diabete, tra quelle per il benessere del cuore. La Dieta Mediterranea è la numero 1 tra le diete vegetariane ed è la più facile da seguire in assoluto.

 Dieta DASH

pari merito con la Dieta mediterranea, la Dieta DASH si pone come obbiettivo principale quello di abbassare la pressione sanguigna. Nutrienti come potassio, calcio, proteine ​​e fibre sono fondamentali per combattere l’ipertensione. Per introdurli basta aumentare il consumo di alimenti sani come frutta, verdura, cereali integrali, proteine ​​magre e latticini a basso contenuto di grassi, limitando nel contempo gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, come carni grasse, latticini interi, bevande zuccherate e dolci. La dieta DASH prevede anche la riduzione drastica del sale da cucina. Questa dieta compare tra le migliori diete dimagranti (6° posto), ma la perdita di peso è piuttosto lenta (25° posto tra le migliori diete per perdere peso rapidamente). posto tra le migliori diete per combattere il diabete, posto nella tutela della salute del cuore. Risulta infine al 4° posto tra le diete più facili da seguire.

 Dieta Flexitariana

il termine “flexitariana” deriva dalla curiosa crasi delle parole flessibile e vegetariana. Questa dieta si pone come obiettivo la perdita di peso e il mantenimento di un buono stato di salute. I Flexitariani pesano il 15% in meno delle loro controparti carnivore; presentano inoltre un tasso più basso di malattie cardiache, diabete e cancro e vivono in media 3,6 anni in più. Ideata dal Dott. Dawn Jackson nel 2009 consiste nel: introdurre la “nuova carne” (tofu, fagioli, lenticchie, piselli, noci, semi e uova); frutta e verdura; cereali integrali; prodotti lattiero-caseari; zucchero e spezie (tutto, dalle erbe essiccate ai condimenti per insalata, ai dolcificanti al nettare di agave).  È un regime tre-quattro-cinque: le scelte per la colazione sono di circa 300 calorie, per i pranzi di 400 e per le cene di 500. Gli snack, di solito 2, prevedono circa 150 calorie ciascuno, per un apporto calorico totale giornaliero di circa 1.500 calorie (ciò può variare in relazione a sesso, età, livello di attività fisica, etc.). Ma a sorpresa la dieta flexariana rispetto alla classica dieta vegetariana prevede lo “scambio flessibile”: alterazioni di ricette e sostituzioni di ingredienti con pollo, tacchino, pesce o carne rossa.

La Dieta Flexitariana si aggiudica il  posto tra le migliori diete dimagranti, il 14° per la rapidità di perdita di peso, il  posto tra le diete contro il diabete, il tra le diete che favoriscono la salute cardiovascolare. Facile da seguire (2° posto), dopo la Dieta Mediterranea, è la migliore tra le diete vegetariane (2° posto).

La migliore dieta per perdere peso

E’ la Dieta Weight Watchers: nata negli anni 60′, originariamente rappresentava una sorta di club che si poneva l’obiettivo del controllo del peso. Questa dieta promette di far perdere circa un Kg a settimana. Ad ogni alimento viene assegnato un valore in Smart Points, in base alla sua composizione (la presenza di grassi saturi e zuccheri aumentano il valore del punteggio di ciascun alimento, quantità elevate di proteine ​ne ​abbassano il valore). Ma la vera spina dorsale del piano è il supporto motivazionale che avviene tramite incontri di persona, online o grazie all’aiuto di persone che hanno perso peso utilizzando il metodo Weight Watchers. Secondo gli esperti i programmi che offrono supporto emotivo ed incontri di gruppo garantiscono un maggiore successo rispetto alle diete fai-da-te. La dieta Weight Watchers è al 4° posto tra le migliori diete in generale.

Ultime in classifica: diete chetogenica e Dukan

Resteranno senz’altro delusi i tanti fan della dieta chetogenica. Decantata per le sue innumerevoli proprietà, vere o presunte, a parere dei 25 esperti americani non sarebbe affatto la migliore delle scelte per la nostra salute. Stesso giudizio negativo è stato espresso riguardo alla famosissima quanto controversa dieta Dukan. Entrambe le diete permettono di mangiare tonnellate di proteine, riducendo i carboidrati al minimo. Ciò favorisce un meccanismo d’emergenza adottato dall’organismo in momenti di carestia, conosciuto come chetosi. Durante la chetosi il corpo scompone sia il grasso corporeo immagazzinato che quello ingerito, in corpi chetonici. Questi verranno utilizzati, a scopo energetico, al posto del glucosio. Coloro che affrontano queste diete spesso lamentano affaticamento, sensazione di testa vuota, specie nei primi giorni, ovvero durante la fase in cui si adattano alla mancanza di carboidrati. Gli esperti del US News e World Report, concludono che queste diete non sono in grado di garantire il peso corporeo raggiunto nel lungo termine, sono difficili da seguire e non hanno un buon impatto generale sulla salute.

Dieta chetogenica: troppi grassi

La dieta chetogenica, sarebbe pericolosa in quanto possiede un contenuto di grassi estremamente elevato – circa il 70% dell’apporto calorico giornaliero – e dei livelli di carboidrati insolitamente bassi: solo 15-20% di carboidrati netti al giorno. Le linee guida dietetiche 2015-20 per gli americani suggeriscono che dal 45% al ​​65% delle calorie giornaliere debbano provenire da carboidrati. Meno del 10% da grassi saturi. “Quando assumi la dieta chetogenica, riduci drasticamente i tuoi carboidrati a soli 20 al giorno: meno di una mela!” ha detto la nutrizionista Lisa Drayer, esperto della CNN. “La dieta chetogenica non è sostenibile a lungo termine, non ti insegna come acquisire sane abitudini alimentari, è una buona soluzione, ma la maggior parte delle persone che conosco difficilmente potrebbero rinunciare a pasta e pane, per non parlare dei legumi e della frutta.” Chi ha problemi al fegato o reni, “dovrebbe evitarla del tutto“, rivela il rapporto, aggiungendo che non esistono prove sufficienti per affermare che questa dieta possa aiutare chi ha problemi cardiaci o il diabete. In fine, a causa della natura ciclica della dieta, che prevede pause periodiche, potrebbero verificarsi pericolosi sbalzi ormonali.
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