Carne rossa: non è vero che fa male? Nuovo studio

La carne rossa – trasformata e non – non farebbe poi tanto male alla salute: questo almeno è quanto affermano gli scienziati di un gruppo di ricerca indipendente denominato Nutritional Recommendations Consortium (NutriRECS) che suggerisce di rivedere le attuali linee guida sul consumo di carne rossa e derivati. La notizia ha destato non poche perplessità, poiché persino l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera la carne rossa “probabilmente cancerogena” per l’uomo, mentre la carne trasformata è classificata come “cancerogena“.

Carne rossa: non è vero che fa male?

I ricercatori del NutiRECS, 19 esperti in nutrizione e alimentazione provenienti da tutto il mondo, hanno nello specifico compiuto 5 revisioni di studi precedenti sulla carne rossa, mettendo nero su bianco i numerosi punti deboli di tali documenti e fornendo una chiave di lettura capace di sovvertire l’ormai radicata convinzione che tale alimento sia necessariamente pericoloso. Mangiare carne rossa tal quale o trasformata (salumi, wurstel, carne in scatola, etc…) è da diverso tempo infatti associata ad un rischio più elevato di cancro, malattie cardiovascolari e morte prematura, tanto da spingere i governi di vari Paesi a formulare delle linee guida che raccomandino di ridurre il più possibile il consumo di tale alimento. Ma la carne rossa fa davvero così male?

Da rivedere gli studi precedenti sulla carne rossa

No, la carne rossa non fa male (o perlomeno non è detto che faccia male). L’affermazione decisamente forte è in realtà basata su un’analisi dettagliata di prove scientifiche che i ricercatori sostengono non essere sufficienti, ma che eppure sono state prese per buone dai governi. Le attuali linee guida sulla corretta alimentazione, in particolare riferimento a quelle americane e britanniche, sono difatti principalmente basate su studi osservazionali che spesso non sono in grado di stabilire da soli una relazione di causa-effetto e non “riportano l’entità assoluta di eventuali effetti”. Il team sostiene inoltre che: “Le organizzazioni che elaborano linee guida non hanno condotto né hanno avuto accesso a rigorose revisioni sistematiche delle prove, si sono limitate ad affrontare i conflitti di interesse e non hanno affrontato esplicitamente i valori e le preferenze della popolazione”. Da qui la decisione del gruppo di esperti di fare chiarezza sulla questione.

Lo studio

Gli esperti hanno esaminato dozzine di studi randomizzati e studi osservazionali, comprendenti migliaia di partecipanti. Per valutare le prove derivate da tali studi, i ricercatori hanno sviluppato un proprio metodo di valutazione chiamato GRADE. Il metodo GRADE essenzialmente classifica le prove in base ai tassi di certezza, quindi:

  • certezza molto bassa, se l’effetto reale di un fattore è significativamente diverso dall’effetto stimato;
  • certezza bassa, se il vero effetto di un fattore è probabilmente significativamente diverso dall’effetto stimato;
  • certezza moderata, se il vero effetto di un fattore è probabilmente vicino all’effetto stimato;
  • certezza alta, se il vero effetto di un fattore è quasi certamente vicino all’effetto stimato.

In 4 delle 5 revisioni, i ricercatori hanno esaminato se una riduzione realistica dell’assunzione di carne rossa avesse effettivi benefici sulla salute. In particolare gli studiosi hanno verificato quanto incidesse mangiare meno carne rossa su: mortalità per tutte le cause, mortalità per malattie cardiovascolari, ictus, infarto, diabete, cancro e mortalità correlata al cancro. Per riduzione “realistica” dell’assunzione di carne rossa si è intesa una riduzione di almeno 3 porzioni a settimana, come ad esempio il passaggio da 7 a 4 porzioni di carne rossa a settimana.

Mangiare meno carne non avrebbe effetti significativi sulla salute

Dopo aver valutato tutti i dati a loro disposizione i ricercatori hanno concluso che, sebbene possa esserci un’associazione tra il consumo di carne rossa e il rischio di effetti negativi sulla salute, le prove che mangiare meno carne rossa (trasformata e non) possa ridurre il rischio di cancro, malattie cardiovascolari e morte prematura sono, nella maggior parte dei casi, a certezza “da bassa a molto bassa”.

Non mangiare carne: un sacrificio che non porta a benefici dimostrati

Nella quinta revisione sistematica, i ricercatori hanno esaminato il comportamento delle persone circa il consumo di carne rossa concludendo che: “Gli onnivori amano mangiare carne e la considerano una componente essenziale di una dieta sana”. I ricercatori di NutriRECS pertanto scrivono che: “Per la maggior parte degli individui, gli effetti desiderabili (un potenziale rischio ridotto di cancro e esiti cardiometabolici) associati alla riduzione del consumo di carne, probabilmente non superano gli effetti indesiderati (impatto sulla qualità della vita, onere della modifica culturale e preparazione del pasto personale e abitudini alimentari).” Insomma il gioco non varrebbe la candela se il fine ultimo di eliminare la carne sarebbe quello di migliorare la salute.

Le linee guida suggerite dagli esperti NutiRECS

Le linee guida descritte dagli esperti del NutiRECS sono disponibili integralmente su Annals of Internal Medicine, insieme a tutte le indagini compiute dai ricercatori. Sostanzialmente i ricercatori ritengono che gli adulti di età pari o superiore a 18 anni che mangiano abitualmente carne rossa e derivati debbano continuare a farlo. Secondo uno degli autori, il canadese, Bradley Johnston: “Questo non è solo un altro studio sulla carne rossa e trasformata, ma una serie di revisioni sistematiche di alta qualità che portano a raccomandazioni che riteniamo siano molto più trasparenti, robuste e affidabili“. Gli autori non intendono con il loro lavoro consigliare delle politiche sulla salute pubblica, anche perché le conclusioni dei ricercatori sono a loro volta basate su prove troppo deboli. Sarebbe pertanto necessario eseguire ulteriori ricerche capaci di dimostrare più concretamente l’eventuale pericolosità della carne rossa.

Capitolo a parte per chi non consuma carne per ragioni etiche

Le revisioni hanno preso in considerazione solo le prove relative alla salute umana. Scopo della ricerca non era quello di affrontare le questioni relative al benessere o alla sostenibilità degli animali.“Ci siamo concentrati esclusivamente sui risultati sanitari e non abbiamo preso in considerazione il benessere degli animali o preoccupazioni ambientali quando abbiamo formulato le nostre raccomandazioni”, afferma Bradley Johnston. “Siamo, tuttavia, solidali con il benessere degli animali e le preoccupazioni ambientali, con un certo numero di membri del pannello delle linee guida che hanno eliminato o ridotto il loro consumo personale di carne rossa e trasformata per questi motivi, aggiunge Johnston.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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