Voglia di zucchero, cause: l’asse intestino-cervello media la preferenza

“Basta un poco di zucchero…” e ne vorresti ancora! A molti sarà capitato di assaggiare qualcosa di dolce e subito dopo sentire una voglia irrefrenabile di mangiare ancora biscotti, cioccolato o quello che di zuccherino ci capiti a tiro. Ma quali sono le cause della voglia di zucchero? Lo zucchero secondo quanto scoperto dall’Istituto medico Howard Hughes, del Maryland, Usa, attiverebbe un percorso neurologico preferenziale, che inizia dall’intestino e giunge al cervello, attraverso il così detto asse intestino-cervello. I risultati della ricerca, condotta dal prof. Charles Zuker, è stata appena pubblicata sulla rivista Nature: scopriamone alcuni dettagli.

Voglia di zucchero: cause

Che lo zucchero eserciti una certa influenza sul cervello e sulle nostre scelte in fatto di cibo è cosa nota. Il sapore dello zucchero è una delle percezioni sensoriali più elementari sia per l’uomo che per gli altri animali. Già in precedenza il Prof. Zuker ed il suo team di ricerca, avevano scoperto che lo zucchero e gli edulcoranti, una volta in bocca, attivano i medesimi recettori del gusto dolce sulle papille gustative, i quali inviano segnali verso la parte del cervello che elabora la sensazione di dolce.

Uno studio del 2008 dimostra però che anche i topi privi della capacità di percepire il gusto dolce preferiscono lo zucchero. Del resto i cibi con edulcoranti non sembrano appagarci come quelli con zucchero e ciò, evidentemente, prescinde dal loro sapore dolce. Si è anche ipotizzato che la voglia di zucchero possa dipendere dal suo contenuto energetico, poiché molti edulcoranti artificiali mancano di calorie. Ma neanche questa spiegazione sembra giustificare la causa della nostra innata voglia zucchero.

Lo studio

Per il nuovo studio ricercatori del Maryland hanno offerto a dei topi da laboratorio due soluzioni, una contenente zucchero, l’altra il dolcificante Acesulfame K. Gli animali inizialmente bevevano indifferentemente una o l’altra bevanda, ma due giorni dopo passarono quasi esclusivamente all’acqua e zucchero. “Abbiamo immaginato che questa inestinguibile motivazione che l’animale ha per il consumo di zucchero, piuttosto che per la dolcezza in sé, potesse avere una base neurale, dice Zuker.

Attraverso tecniche di imaging cerebrale funzionale è stata visualizzata l’attività cerebrale dei roditori mentre consumavano lo zucchero. È stato così possibile identificare per la prima volta la regione del cervello che risponde esclusivamente allo zucchero: il nucleo caudale del tratto solitario (cNST). Sito nel tronco encefalico e nei gangli vagali, separato dall’area in cui i topi elaborano il gusto, il cNST è un centro per le informazioni sullo stato del corpo, una popolazione di neuroni attivata attraverso l’asse intestino-cervello per creare la preferenza per lo zucchero.

Voglia di zucchero mediata dall’asse intestino-cervello

Il percorso verso il cNST inizierebbe nel rivestimento dell’intestino. Lì, i sensori molecolari generano un segnale che viaggia attraverso il nervo vago, fornendo una linea diretta di informazioni dall’intestino al cervello. Questo asse intestino-cervello è specifico per glucosio e molecole simili, mentre ignora i dolcificanti artificiali e altri tipi di zucchero come il fruttosio, lo zucchero che si trova nella frutta.

Il glucosio è la fonte di energia principale di tutti gli esseri viventi. Ciò potrebbe spiegare perché si sia evoluto uno specifico percorso neurologico per questa molecola. Sebbene gli studi siano stati condotti sui topi, Zuker ritiene che esista un analogo percorso di rilevamento del glucosio anche nell’uomo e afferma:Scoprire questo circuito aiuta a spiegare in che modo lo zucchero abbia un impatto diretto sul nostro cervello nel guidarne il consumo e “Espone anche nuovi potenziali obiettivi e opportunità per strategie che ci aiutino a ridurre il nostro insaziabile appetito per lo zucchero”.

Obiettivi della ricerca futura

Placare la voglia di zucchero potrebbe avere ripercussioni positive sulla salute oltre che sulla nostra forma fisica, aiutandoci a prevenire molte patologie ad esso correlate come il diabete di tipo 2, il cancro, le malattie cardiovascolari e l’obesità. Conoscere le cause più recondite dietro la voglia di zucchero può aiutare i ricercatori a trovare il modo per ridurre la dipendenza da zuccheri.

Per capire meglio come si sviluppa la forte preferenza del cervello per lo zucchero, gli scienziati del Maryland hanno intenzione di proseguire i loro studi cercando connessioni tra il circuito specifico per lo zucchero e altri sistemi cerebrali, come quelli coinvolti nella ricompensa, nel nutrimento e nelle emozioni.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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