Diabete di tipo 2: l’inquinamento atmosferico contribuisce all’insorgenza della malattia

Il diabete di tipo 2 o diabete mellito, autentica piaga sociale, è una delle malattie più diffuse a livello globale, colpendo fino a 420 milioni di persone in tutto il mondo. Sappiamo bene come corretta alimentazione, mantenimento del giusto peso corporeo e lotta alla sedentarietà possano fare la differenza sull’insorgenza di tale patologia, ma un nuovo elemento potrebbe essere aggiunto ai vari fattori di rischio correlati al diabete di tipo 2. La ricerca condotta dalla Washington University School of Medicine di St. Louis in collaborazione con la Veterans Affairs (VA) St. Louis Health Care System, Missouri, Usa, collega l’inquinamento atmosferico, anche di livello basso, ad un aumentato rischio di diabete di tipo 2. Il risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati su The Lancet Planetary Health.

Perché l’aria inquinata fa aumentare il rischio di diabete di tipo 2?

Da studi precedenti si era già intuito il legame tra inquinamento e diabete, ma nessuno finora aveva quantificato la portata di tale relazione. Per valutare l’inquinamento dell’aria esterna, i ricercatori hanno esaminato il particolato, i frammenti di polveri sottili disperse nell’aria, la sporcizia, il fumo, la fuliggine e gli aereosol. Tali particelle possono entrare nei polmoni e invadere il flusso sanguigno, contribuendo alle principali condizioni di salute quali malattie cardiache, ictus, cancro e malattie renali. Nel diabete, si pensa che il particolato possa ridurre la produzione di insulina e innescare l’infiammazione, impedendo al corpo di convertire il glucosio nel sangue in energia utilizzabile.

La ricerca

Il team di scienziati, ha esaminato la relazione tra smog e rischio di diabete analizzando i dati di 1,7 milioni di veterani americani che sono stati seguiti per circa 8,5 anni. I veterani non avevano avuto storie di diabete precedenti allo studio. I ricercatori hanno poi collegato i dati dei pazienti con i sistemi di monitoraggio dell’aria terrestre dell’EPA e dei satelliti spaziali gestiti dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA). Hanno utilizzato diversi modelli statistici e testato la validità di questi rispetto a parametri quali le concentrazioni di sodio nell’aria ambientale, le fratture degli arti inferiori, etc.. Questi accorgimenti hanno permesso ai ricercatori di escludere erronee associazioni. Quindi sono stati esaminati tutti gli studi precedenti relativi a diabete e inquinamento atmosferico, ottenendo così un modello in grado di valutare il rischio di diabete a seconda anche dei vari livelli di inquinamento. A tutto ciò sono stati aggiunti infine i dati dello studio Global Burden of Disease, che viene condotto annualmente con il contributo di ricercatori di tutto il mondo. Gli scienziati in questa maniera sono riusciti a stimare i casi annuali di diabete e gli anni di vita in buona salute persi a causa dell’inquinamento atmosferico.

Quanto lo smog incide sull’insorgenza del diabete di tipo 2?

Secondo quanto calcolato l’inquinamento atmosferico ha contribuito ai 3,2 milioni di nuovi casi di diabete a livello globale nel 2016, che rappresenta circa il 14% di tutti i nuovi casi di diabete al mondo diagnosticati in quell’anno. E’ stato anche stimato che nel 2016 siano stati persi 8,2 milioni di anni di vita in buona salute a causa del diabete provocato dall’inquinamento, che rappresenta circa il 14% di tutti gli anni di vita in perfetta salute persi per la presenza del diabete, quale che sia stata la causa che ha portato alla malattia. Lo studio ha attribuito 150.000 nuovi casi di diabete all’anno negli Stati Uniti, dovuti all’inquinamento atmosferico e 350.000 anni di vita sana persi l’anno. Sulla base dei dati del VA, il campione di veterani esposti all’inquinamento ad un livello di particolato compreso tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo d’aria, circa il 21%, ha sviluppato il diabete. Con un’esposizione compresa tra 11,9 e 13,6 microgrammi per metro cubo di aria, il 24% del gruppo ha sviluppato il diabete. Una differenza del 3% appare piccola, ma rappresenta un aumento da 5.000 a 6.000 nuovi casi l’anno di diabete per 100.000 persone annui.

Quali sono i Paesi in cui il particolato è maggiormente collegato al diabete mellito?

Il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 a causa dell’inquinamento è più elevato nei paesi a basso reddito come l’India, i quali non hanno adottato misure anti-inquinamento e politiche ambientali. Ad esempio, i paesi colpiti dalla povertà che affrontano un più alto rischio di diabete a causa dell’inquinamento atmosferico includono l’Afghanistan, la Papua Nuova Guinea e la Guyana, mentre i paesi più ricchi come la Francia, la Finlandia e l’Islanda hanno dimostrato un rischio più basso. Gli Stati Uniti presentano un rischio moderato di diabete correlato all’inquinamento atmosferico. Secondo le ultime linee guida dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) il particolato non dovrebbe superare i 20 microgrammi per metro cubo di aria. Negli Stati Uniti tale limite è di 12 microgrammi per metro cubo di aria. In Italia città particolarmente inquinate come Torino, Milano e Napoli superano di gran lunga i limiti ritenuti innocui per la salute. Tuttavia, i ricercatori suggeriscono che il rischio per il diabete di tipo 2 cominci a crescere già a soli 2,4 microgrammi per metro cubo d’aria di particolato.

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Anna Elisa

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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