La dieta 16:8: dimagrire con il digiuno intermittente è possibile?

La dieta 16:8 è uno degli schemi più conosciuti di digiuno intermittente: l’Università dell’Illinois di Chicago ci rivela l’effettiva efficacia dimagrante. 
Saltare i pasti per dimagrire? Può sembrare una soluzione drastica e poco raccomandabile, ma il digiuno intermittente è in grado di donare dei risultati tangibili in termini di perdita di peso. Questo è quanto affermato dai ricercatori dell’Università dell’Illinois di Chicago, Usa, in base ai risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nutrition and Healthy Aging. Ma cosa s’intende per digiuno intermittente?

Cos’è il digiuno intermittente? La dieta 16:8

Il digiuno intermittente consiste in un digiuno parziale. Lo schema dietetico più famoso è quello ideato dall’esperto di nutrizione e personal trainer Martin Berkhan, il leangains, la meglio conosciuta dieta 16:8. Tale metodo consiste essenzialmente nel digiunare 16 ore su 24. Ciò significa che i pasti (non abbuffate, ma normali pasti bilanciati) si svolgono nell’arco di sole 8 ore al di fuori delle quali si digiuna completamente (ammessi solo acqua e bevande senza calorie, come tisane o caffè senza zucchero, gomme da masticare sugar free, etc.). Solitamente si salta la colazione (ma ognuno può scegliere il range di orario e pasto da saltare più consono alle proprie abitudini), quindi il primo pasto avverrà alle 12-13, l’ultimo alle 20-21. Esistono altri tipi di digiuno intermittente: a giorni alterni (5:2) in cui 2 giorni a settimana, non consecutivi, si riduce l’apporto calorico a sole 500 calorie circa; lo Eat stop eat in cui si digiuna completamente 1-2 giorni a settimana. E’ chiaro che la dieta 16:8 sia la più semplice da gestire anche per periodi più o meno prolungati. Ma è realmente efficace per dimagrire?

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Il digiuno intermittente fa dimagrire?

Sebbene studi precedenti abbiano ampiamente dimostrato i benefici del digiuno sulla salute generale lo studio dei ricercatori di Chicago è il primo ad esaminare l’efficacia dimagrante dello schema 16:8. Per studiare l’effetto di questo tipo di dieta, i ricercatori hanno assoldato 23 volontari obesi  di un’età media di 45 anni e con un indice di massa corporea medio (IMC) di 35. I volontari, seguiti per 12 settimane, potevano alimentarsi nell’orario compreso tra le 10 e le 18. I dati raccolti durante il periodo di follow-up sono stati confrontati con quelli di un precedente studio sulla perdita di peso, in cui era stato applicato un diverso tipo di digiuno, quello a giorni alterni. I ricercatori hanno scoperto che coloro che seguivano la dieta 16:8 consumavano meno calorie, perdevano peso e avevano miglioramenti sui livelli di pressione sanguigna. In media, i partecipanti hanno consumato circa 350 calorie in meno, hanno perso circa il 3% del loro peso corporeo e hanno visto la loro pressione arteriosa sistolica diminuire di circa 7 mm di Hg. Tutte le altre misure, tra cui la massa grassa, la resistenza all’insulina e il colesterolo, erano simili al gruppo di controllo.

I vantaggi della dieta 16:8 rispetto ad altri tipi di digiuno intermittente

Un primo vantaggio importante del digiuno intermittente 16:8, sottolineato anche dalla principale autrice dello studio Krista Varady, è che è possibile dimagrire senza il conteggio delle calorie o l’eliminazione di determinati alimenti. I risultati dello studio si allineano con le ricerche precedenti su altri tipi di diete a digiuno intermittente, come quella a giorni alterni, ma “è più facile da mantenere per le persone. Abbiamo osservato che meno partecipanti hanno abbandonato questo studio rispetto agli studi su altre diete a digiuno intermittente”, conclude la Dott.ssa Varady. Il digiuno intermittente 16:8 è efficace dunque per la perdita di peso, ma occorreranno altri studi controllati randomizzati su larga scala e a più lungo termine per determinare se funzioni meglio di altre diete.

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