Stare in mezzo alla natura: scoperta la “dose” ideale per trarne i massimi benefici

Stare in mezzo alla natura rigenera mente e spirito, con ripercussioni positive sulla salute generale. Approfittando delle belle giornate estive non sarà difficile lasciarsi conquistare da mete “green” in cui trascorrere momenti piacevoli, da godere in pieno relax. Ma qual è la “dose” ideale di ore da passare all’aria aperta per trarne i massimi benefici? L’Università di Exeter Medical School, Regno Unito, e l’Università di Uppsala, Svezia, hanno provato a dare risposta a questa domanda in un nuovo studio che appare su Scientific Reports.

I benefici dello stare in mezzo alla natura

Mentre il progresso e la tecnologia avanzano a passi da gigante, l’interazione globale con la natura diminuisce lentamente. Eppure c’è chi è convinto che il riconnettersi con parchi, boschi e spiagge possa giovare alla nostra salute e al benessere generale. Non è la prima volta che la scienza si occupa infatti del ruolo dell’interazione umana con la natura e dei suoi effetti benefici sulla salute. Ad esempio, uno studio del 2015 concluse che vivere in aree con più alberi aumentasse la sensazione di benessere fisico e mentale percepito, riducendo nel contempo il rischio di malattie cardiache e metaboliche.Una revisione di studi del 2016 dichiara che “vivere in aree con una maggiore quantità di spazi verdi riduce la mortalità, principalmente per [malattie cardiovascolari]”. Restava tuttavia da chiarire quanto tempo dovessimo dedicare al contatto con la natura per trarne i massimi benefici.

Qual è la “dose” ideale di tempo da trascorrere in mezzo alla natura?

Per la nuova ricerca sono stati utilizzati i dati del Monitor of Engagement dell’indagine Natural Environment, che include un campione di 20.264 britannici cui sono state rivolte una serie di domande, del tipo: “Come va la tua salute in generale?” e “In generale, quanto sei soddisfatto della tua vita oggigiorno?”. I ricercatori hanno tenuto conto anche di parametri quali sesso, età, livello di attività fisica settimanale, la proprietà di cani e lo stato delle relazioni sociali. Sono stati chiesti anche quanti contatti queste persone avessero avuto con la natura negli ultimi 7 giorni. Lo studio ha incluso parchi, canali e aree naturali, coste, spiagge, campagna, terreni agricoli, boschi, colline e fiumi, ma non i viaggi di routine o il tempo trascorso nel proprio giardino. I ricercatori hanno chiesto infine quanto spesso fossero stati in quei luoghi e per quanto tempo fosse durata ciascuna visita.

2 ore a settimana in contatto con la natura per stare bene

In questa maniera si è scoperto che i benefici del contatto con la natura cominciavano dalla “dose” di almeno 2 ore settimanali. Più i tempi si allungavano, maggiore era lo stato di benessere riferito dai volontari intervistati. “Due ore alla settimana è un obiettivo realistico per molte persone, soprattutto considerando che può essere distribuito sull’intera settimana per ottenere benefici” afferma uno degli autori principali il dott. Mathew P. White. Il prof. Terry Hartig aggiunge: “Ci sono molte ragioni per cui passare del tempo nella natura può essere positivo per la salute e il benessere, tra cui ottenere una prospettiva sulle circostanze della vita, ridurre lo stress e godersi il tempo di qualità con amici e familiari. Le scoperte attuali offrono un valido supporto agli operatori sanitari nel formulare raccomandazioni sul trascorrere del tempo in natura per promuovere la salute e il benessere di base, in modo simile alle linee guida per l’attività fisica settimanale”.

I limiti dello studio

Uno studio del genere non può spiegare del tutto la causa-effetto dei benefici tratti dallo stare in mezzo alla natura. Ad esempio spesso chi soffre di depressione o altre condizioni mediche rifiuta di uscire di casa, quindi può anche darsi che chi è più sano e felice sia colui che è più propenso ad uscire più spesso. Inoltre non è detto che tutti i partecipanti abbiano riferito l’esatto numero di minuti passati all’aperto nell’ultima settimana. Tuttavia il gran numero di persone coinvolte e i riscontri positivi registrati su ampia scala rendono questo studio un’ulteriore conferma che stare in mezzo alla natura sia una meravigliosa medicina sia per il fisico che per l’anima.

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