Pasti sostituitivi proteici per dimagrire: funzionano?

I pasti sostitutivi proteici per dimagrire vengono spesso propinati via social da influencer super palestrati o improbabili coach nutrizionali per i loro presunti effetti dimagranti o per controllare e mantenere il peso forma. Queste polveri, barrette e beveroni low carb presentano certamente degli innegabili vantaggi: sono facili da preparare e conservare, saziano e garantiscono un ricco apporto di sali minerali e vitamine, pur fornendo pochissime calorie. Ma i pasti sostitutivi proteici funzionano davvero per dimagrire?

I pasti sostitutivi proteici fanno dimagrire?

È quello che si sono chiesti degli scienziati dell’Università di Alberta, Canada. A detta dell’autrice principale, Camila Oliveira, una studentessa di dottorato presso l’Università di Alberta, tutto ciò che può essere utile al fine di contrastare il preoccupante dilagare di sovrappeso e obesità – compresi i pasti sostitutivi proteici dimagranti – è senza dubbio ben accetto, purché sano ed efficace.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’obesità è quasi triplicata in tutto il mondo dal 1975. Nel 2016, ad esempio, più di 1,9 miliardi di adulti sono stati classificati come in sovrappeso. Di questi, più di 650 milioni erano decisamente obesi. Poiché l’obesità è associata a una maggiore incidenza di diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro, l’aumento della sua incidenza rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica globale.

Come le proteine aiutano a dimagrire

È stato ampiamente dimostrato che una dieta basata su un alto consumo di proteine (dieta ipeproteica), per quanto poco equilibrata e potenzialmente pericolosa per la salute (mai protrarla per periodi di tempo prolungati e seguirla solo sotto stretto controllo medico), sia in grado di promuovere la perdita di peso corporeo.

Le proteine aiuterebbero a dimagrire attraverso diversi meccanismi come: aumento del senso di sazietà, aumento del metabolismo e della capacità di mantenere o aumentare la massa magra. È dunque probabile che integrare una dieta iperproteica con dei pasti sostitutivi proteici (o sostituire tutti i pasti della dieta con tali prodotti) possa rappresentare un’ottima strategia per la gestione del peso corporeo.

Lo studio canadese dal titolo “A high-protein total diet replacement increases energy expenditure and leads to negative fat balance in healthy, normal-weight adults” è stato recentemente pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition: vediamone alcuni dettagli e i commenti degli autori.

Lo studio

I ricercatori canadesi hanno confrontato l’impatto di una dieta basata sul consumo esclusivo di pasti sostitutivi proteici per dimagrire con quello di una tipica dieta nordamericana su componenti selezionati del metabolismo energetico. Per l’esperimento sono stati reclutati, mediante annunci pubblicitari collocati sulle bacheche dell’Università di Alberta, un gruppo di adulti sani e normopeso di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Ai volontari, suddivisi in due gruppi, è stata assegnata casualmente una delle due diete: ad un gruppo sono stati somministrati i pasti sostitutivi proteici costituiti dal 35% di carboidrati, 40% di proteine ​​e 25% di grassi; il secondo gruppo (gruppo di controllo) è stato alimentato con una dieta con lo stesso numero di calorie, ma composta dal 55% di carboidrati, il 15% di proteine ​​e il 30% di grassi, un tipico schema dietetico nordamericano. I partecipanti hanno ricevuto le diete prescritte per un periodo di 32 ore mentre si trovavano all’interno di una camera metabolica.

I pasti sostitutivi proteici hanno permesso di bruciare più grassi

Rispetto alla dieta di controllo, la dieta composta dai pasti sostitutivi proteici ha comportato: “un maggiore dispendio energetico, una maggiore ossidazione dei grassi e un bilancio dei grassi negativo. I risultati dello studio forniscono un’ulteriore prova che una caloria non è solo una caloria. Cioè, una dieta con una percentuale maggiore di proteine ​​(non necessariamente composta dai pasti sostitutivi proteici per dimagrire) potrebbe realmente portare ad un aumento del dispendio energetico e dell’ossidazione dei grassi rispetto a una dieta composta dallo stesso numero di calorie, ma con una percentuale inferiore di proteine ​​e una percentuale maggiore di carboidrati o grassi.

La Dott.ssa Carla Prado, Professoressa dell’Università di Alberta e coordinatrice dello studio, ha commentato: “sebbene questi risultati siano limitati a una specifica popolazione di adulti sani e normopeso, possono aiutare gli scienziati della nutrizione e gli operatori sanitari a comprendere meglio i reali effetti fisiologici dei pasti sostitutivi proteici. A nostro avviso, è imperativo capire prima l’impatto fisiologico dei pasti sostitutivi proteici in un gruppo di popolazione sana in modo che gli effetti siano meglio tradotti in individui con obesità e comorbidità correlate. “

In sintesi, i risultati dello studio suggeriscono che i pasti sostitutivi proteici potrebbero rappresentare una strategia nutrizionale promettente per contrastare l’obesità. L’autrice principale, Camila Oliveira conclude aggiungendo: Sono necessari studi futuri per comprendere meglio gli effetti a lungo termine di questo intervento dietetico sulla fisiologia di gruppi di popolazione sani e malati”.

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Anna Elisa Catanese

Ciao sono Anna Elisa Catanese, Dott.ssa in Scienze e tecniche erboristiche, autrice principale dei contenuti di questo sito web. Sono anche una cantante e creatrice di bijoux. Ho alle spalle collaborazioni come autrice di articoli con numerosi siti quali Blasting news e Dokeo. Su Natural Magazine troverete notizie inerenti salute, benessere, alimentazione sana, rimedi naturali e molto altro ancora.

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