Insetti commestibili: proprietà antiossidanti superiori ad olio d’oliva e succo d’arancia

Sebbene l’uomo occidentale sia tuttora piuttosto diffidente, se non disgustato, al solo pensiero di mangiare insetti, questi sembrano la soluzione ideale per poter fornire un alimento sano e fruibile, capace di sfamare una popolazione mondiale in crescita. Gli insetti commestibili fanno parte da millenni della tradizionale dieta di milioni di persone in Asia, Africa, Sud America. Ma mai come adesso si sta assistendo ad un crescente interesse nei riguardi di quello che viene considerato il “superfood” del futuro. Una ricerca italiana realizzata dall’Università di Teramo e pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition, ha scoperto che gli insetti commestibili possiedono proprietà antiossidanti persino superiori a quelli dell’olio d’oliva e della spremuta d’arancia. Questo perlomeno in vitro. Basterà questa notizia a convincere tutti noi della bontà di ragni, grilli, vermi & Co?

Testate proprietà antiossidanti degli insetti commestibili

Il nuovo studio italiano ha per la prima volta valutato il potere antiossidante degli insetti commestibili, confrontandoli con quello di comuni alimenti noti per le loro proprietà antiossidanti quali olio d’oliva e succo d’arancia fresco. Il gruppo di ricerca ha procurato ed analizzato, in particolare 12 diversi tipi di insetti e aracnidi commestibili: vermi della farina, vermi bufali, larve di vermi di palma, cicale serali, formiche nere, bruchi africani, bachi da seta, cavallette, grilli, grilli giganti, cimici giganti d’acqua, centopiedi giganti amazzonici, tarantole zebra tailandesi e scorpioni neri. “Almeno 2 miliardi di persone, cioè un quarto della popolazione mondiale, li mangiano regolarmente senza problemi – dice l’autore principale dello studio, Mauro Serafini, docente di alimentazione umana presso l’ateneo abruzzese – gli insetti commestibili sono un’ottima fonte di proteine, acidi grassi polinsaturi, minerali, vitamine e fibre, ma fino ad ora nessuno li aveva mai confrontati in termini di attività antiossidante con cibi funzionali come olio d’oliva o succo d’arancia “.

La ricerca sugli insetti dell’Università di Teramo

Per scoprire il contenuto in antiossidanti di insetti e aracnidi, i ricercatori li hanno dapprima frantumati. Poi, dopo aver rimosso qualsiasi parte non commestibile, come ali o pungiglioni, hanno separato la parte liposolubile da quella idrosolubile. Alla fine, hanno testato ciascuna delle parti commestibili per vedere quanto fossero ricche di antiossidanti. Il Prof. Serafini ed il suo team hanno così scoperto che, in alcuni casi, gli insetti battevano le arance ed altri alimenti salutari, come l’olio d’oliva, riguardo il contenuto in molecole antiossidanti.

Insetti: contengono più antiossidanti di arance e olio d’oliva

In particolare, estratti idrosolubili di cavallette, bachi da seta e grilli hanno dimostrato un potere antiossidante cinque volte superiore a quello del succo d’arancia fresco. Inoltre, la frazione liposolubile di bachi da seta, cicale serali e bruchi africani possiedono il doppio del potere antiossidante dell’olio d’oliva. Il livello più elevato di polifenoli (molecole antiossidanti), sono contenuti nelle cavallette, nelle formiche nere e nei vermi della farina. Tarantole zebra tailandesi, scorpioni neri e gli insetti acquatici giganti hanno invece poco da offrire. “C’è una chiara tendenza: i vegetariani [insetti che mangiano strettamente vegetali] hanno una capacità antiossidante marcatamente più alta, osserva il prof. Serafini.

Gli insetti sono davvero il “superfood” del futuro?

Con ottimismo ed entusiasmo gli scienziati nel loro articolo scrivono: “I nostri risultati mostrano che gli insetti e gli invertebrati commestibili sono una fonte ottimale di ingredienti bioattivi e di proteine, minerali, vitamine e acidi grassi di alta qualità, insieme a un basso impatto ambientale, evidenziando la loro importanza come nuovi alimenti sostenibili sotto un aspetto nutrizionale, funzionale, e dal punto di vista ecologico”. Tuttavia essi stessi ammettono la necessità di testare l’efficacia e la sicurezza degli antiossidanti derivati ​​dagli insetti negli esseri umani e preferiscono esser cauti nell’assegnare agli insetti commestibili l’etichetta di “superfood”. “L’efficacia in vivo del cibo ricco di antiossidanti dipende in gran parte dalla biodisponibilità e dalla presenza di uno stress ossidativo in atto [un fattore chiave che contribuisce al danno cellulare]”, spiega il Prof. Serafini.

Sarà dunque necessario capire se gli antiossidanti forniti dagli insetti si perdono o meno con la digestione. Questo anche al fine di allevare insetti più ricchi di queste sostanze, fornendo loro una dieta appositamente studiata: “In futuro, potremmo anche adattare i regimi dietetici per l’allevamento degli insetti al fine di aumentare il loro contenuto di antiossidanti per il consumo animale o umano.”

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